«I dati sono chiari e non possono non preoccuparci. Bisogna intervenire immediatamente con la chiusura di primo e secondo lotto della discarica, perché è evidente che questi valori oscillano in virtù delle piogge: quando piova, aumenta il percolato. Anche la chiusura almeno di una parte di terzo lotto diventa fondamentale per ridurre drasticamente la portata di questo fenomeno». Così il sindaco, Amedeo Bottaro, commentando l’incremento della presenza di metalli, oltre i limite consentito per legge all’interno di campioni d’acqua estratti dall’impianto chiuso di contrada Puro vecchio.
Il primo cittadino, a maggior ragione, fa sapere che «dobbiamo muoverci e ci stiamo muovendo con molta celerità, e stiamo diffidando l’Ambito territoriale ottimale, e quindi l’Organismo di gestione associata, a rendere disponibili subito tutte le risorse per il post esercizio della discarica, almeno 20 milioni di euro: una volta disponibili, metteremmo in moto tutte le procedure d'urgenza ed appalteremmo i lavori per la chiusura dei lotti, primo passo verso la messa in sicurezza della discarica».
Tuttavia, un problema è rappresentato dall’interpretazione della norma in materia: «L’Oga – riferisce Bottaro - ritiene i lavori di chiusura della del primo del secondo lotto non rientrino nelle opere del post esercizio, ma noi contiamo su un parere legale che confermi che quei fondi debbano sostenere le spese di chiusura di un impianto che, poiché chiuso, non ha più proventi. Quindi, per post esercizio, dobbiamo intendere tutte le spese che la discarica sta sopportando dal momento in cui, quindici mesi fa, la sua attività si è interrotta. Per il resto, il progetto prevede i passaggi da noi recentemente illustrati circa riparazione dell’incidente e discarica di soccorso».

