«Noi abbiamo scelto di allenarci al Palaferrante per solidarietà proprio nei confronti della pallacanestro, rinunciando ad un diritto per il bene comune. Adesso che quella struttura è inagibile, ci saremmo aspettati che qualcuno ricambiasse la nostra solidarietà ed invece siamo costretti a rimanere fermi». Così un furibondo presidente dell'Aquila azzurra, Sebastiano Chieppa, dopo essersi presentato invano al PalaAssi, l’altra sera per fare allenare la squadra di serie C femminile, prossima a disputare questa sera la sua partita di campionato, in quel di Modugno.
Infatti, anche l’altra sera, a causa dell'enorme umidità, la palestra tensostatica era inagibile per la condensa nell’assenza di un impianto di riscaldamento funzionante. Così, la squadra si era trasferita al PalaAssi, ma l'impianto era occupato in quel momento da un allenamento di trenta bambini della pallacanestro, e l’invocata staffetta non c’è stata.
«Giovedì sera ci avevano cacciato dalla palestra della scuola Baldassarre, copn l’intervento della Polizia, perché eravamo andati ad allenarci fuori orario, sempre a causa dei problemi del Palaferrante. Avevamo provato anche alla Beltrani, ma quella palestra sembra sia appannaggio di una sola società. A questo punto – conclude il presidente -, questa storia deve finire: esigiamo che si rifacciano tutti gli orari del palazzetto fino a quando non si svolgeranno i lavori di riparazione del Palaferrante, altrimenti sono disposto a ritirare la squadra dal campionato. Se non ricevo solidarietà, allora pretendo i miei diritti».
Per la cronaca, l'Aquila azzurra giocherà queta sera a Modugno (8 punti in classifica), dopo avere conquistato, domenica scorsa, la prima vittoria in campionato.



