La biblioteca dell’Ordine degli avvocati, gremita per la conferenza storica del professor Liberati, è parsa la rappresentazione plastica di un sentimento di appartenenza che accomuna tutti gli operatori della giustizia a vario titolo. Ma qual è il polso degli Uffici giudiziari oggi? «Buono, ma il problema principale sono gli spazi – risponde il presidente, Filippo Bortone -, insufficienti per condurre l’attività giurisdizionale in maniera tranquilla ed idonea».
Il recente accorpamento delle sedi periferiche a Trani avrebbe dovuto fare la differenza, a vantaggio di una migliore organizzazione dei servizi nel segno della riduzione dei costi, «e così sarebbe stato – conferma il presidente - se avessimo avuto la possibilità di ospitare con un congruo numero di sedi gli uffici accorpati. Invece non le abbiamo e loro, venendo a Trani, hanno portato il loro lavoro da noi determinando un intasamento. Il vantaggio è che, tutto sommato, l’attività si concentra in un unico ufficio, mentre prima era distribuita su più centri, anche se tutto questo non è neanche profondamente vero, se consideriamo che il Tribunale di Trani è spalmato in ben otto sedi nella città».
Assente, perché di ritorno da Tokyo, il sindaco, Amedeo Bottaro, aveva precisato a Rdio Bombo come a tutt'oggi non ci sia ancora un contratto, tra Comune e Ministero, che formalizzi passaggio delle consegne per le spese di funzionamento degli edifici giudiziari. Tale lacuna rischia do determinare un accavallamento di competenze e, forse, anche uno scaricati le responsabilità. Bortone conferma e rafforza il concetto: «Ce lo siamo detti spesso durante le commissioni di manutenzione: noi stessi ci sentiamo degli abusivi negli immobili del Comune. Sarebbe dovuto subentrare il Ministero come parte contrattuale, ma si parla anche di concessione in comodato d'uso dei palazzi conservandone la titolarità della proprietà, ma questo comporta degli oneri ed è una situazione che si improvvisa ogni giorno, perché ogni giorno ci arrivano comunicazioni da vari organismi ed è, quindi, un periodo di grande fermento».

