Si parla dell'oro di Puglia, della base di ogni pietanza, di un prodotto ambito in tutto il mondo e che per questo, va conosciuto, studiato e selezionato. Si parla dell'olio, della sua origine e lavorazione. Lo si fa in una giornata dedicata all'incontro tra produttori e consumatori.
Frantoi aperti, ecco il nome dell'ormai decennale momento di scambio culturale, dal punto di vista dell'olivocoltura, e che a Trani ha trovato la solita, preziosa articolazione presso l’azienda “Oro di Trani”, di Enzo Betti. «Penso che ciò che manca maggiormente è la conoscenza del prodotto - afferma Danilo Tavano, autore di "Passione oliandola", volume presentato nel frantoio tranese durante la manifestazione - , quindi ben vengano iniziative che ne implementano la conoscenza tra consumatori e, paradossalmente, addetti ai lavori, in molti casi».
“Passione oliandola”, per la cronaca, ha il fine di «aiutare il consumatore ad orientarsi in una corretta scelta merceologica di fronte ad una vasta scelta, ad esempio dell'extravergine d'oliva che non sempre è sapientemente selezionato».
Intanto, frotte di carovanieri giungevano a Trani da altri frantoi, nell’ambito di un tour lungo tutti i frantoi aderenti al consorzio “Le strade dell'olio”, una via sempre meglio percorribile di quella della Tunisia. «Avvicinare i produttori ai consumatori dà soddisfazione personale, lavorativa e, in prospettiva, economica - spiega Nunzio Liso, presidente del consorzio -. Dobbiamo saper distinguere il prodotto di qualità dell'oliva coratina, di questo territorio, in questo caso specifico, piuttosto che altri qualitativamente inferiori. Noi non temiamo Tunisia, Grecia o chiunque altro. Siamo certi di ciò che produciamo e della sua eccellente qualità, l'importante è che chi compra, sappia distinguere un prodotto dall'altro».
Fra una stretta di mano e l’altra, Betti ha il tempo per fare sapere che «quella in corso è un'annata particolarmente intensa. Le olive sono sane, buone e l'olio, di conseguenza, è ottimo, di grande qualità. Dobbiamo solo sperare che la questione Xylella non giunga fino a noi. Anche l’importazione dell'olio tunisino non dovrebbe essere un problema ma, perché sia così, dobbiamo ragionare con coscienza e consapevolezza, difendendendoci quando andiamo ad acquistare e diffidando da prezzi esageratamente bassi, per esempio».
Fra le attività maggiormente gradite, le esibizioni di figuranti dell’associazione Trani tradizioni, alcune socie della quale, in costumi rievocativi, hanno anche preparato orecchiette a volontà che, insieme con favetta e cicoria, sono poi state proposte da Stefano Di Gennaro, chef e titolare del ristorante “Quintessenza”: «Cerchiamo, durante la preparazione di ogni piatto, di rendere giustizia al lavoro di famiglia, quello della produzione dell'olio, elemento cardine di ogni pietanza. L'olio del ristorante è di nostra produzione, ci rechiamo presso il frantoio Oro di Trani e lo lavoriamo. Essere presenti a Frantoi aperti significa prendere parte ad un momento celebrativo di una colonna portante delle nostre ricette, della dieta mediterranea. Tutto parte dall'olio, è la base di ogni pietanza. Ad olio buono, dunque, segue sempre ottimo risultato in cucina e questo, per noi, è il filo rosso, la filosofia che contraddistingue ogni nostro elaborato».



















