Il tetto massimo dell'orario di lavoro settimanale, oggetto di una recente legge cui tutti i presidi sanitari devono adeguarsi, potrebbe determinare ripercussioni a cascata anche e soprattutto sull'ospedale di Trani. È quanto emerge da un documento, firmato lo scorso 23 novembre dal direttore generale dell’Asl Bt, Ottavio Narracci, e diffuso dal segretario aziendale della Uil, Vincenzo Cognetti.
Nelle linee generali, sono emerse criticità che hanno portano il direttore generale ad assumere i seguenti indirizzi: estensione della guardia divisionale ed inter-divisionale in tutti gli ambiti possibili, per la quale sono comunque necessarie 40 unità mediche di varie specialità; apertura delle sale operatorie dal lunedì al venerdì, con limitazione del sabato e domenica alle sole urgenze; apertura delle agende ambulatoriali ospedaliere dal lunedì al venerdì.
In particolare, poi il programma prevede la razionalizzazione di alcuni servizi del presidio ospedaliero Bisceglie-Trani e, segnatamente, «la progressiva transizione del servizio di Pronto soccorso verso Punto di primo intervento, da realizzarsi comunque dopo il definitivo spostamento della terapia intensiva da Trani a Bisceglie, previsto nel giro di sessanta giorni». A seguito di tale spostamento, avverrebbe «l’allocazione dei posti letto per acuti, da Trani a Bisceglie, delle Unità operative di Medicina interna e Gastroenterologia, previa diminuzione dei posti letto nel reparto di Malattie infettive del presidio di Bisceglie, da 40 a 20».
Ed ancora, insieme con Canosa, Trani perde la “pronta disponibilità” dei Tecnici sanitari di laboratorio analisi, con la conseguente unificazione di guardia rispettivamente sui presidi di Bisceglie ed Andria.
Infine, Narracci punta ad assegnare al 118 anche la gestione dei trasporti secondari, «allo scopo di ridurre drasticamente il ricorso alla pronta disponibilità integrativa delle Unità operative di degenza e di pronto soccorso».
Non se la passa meglio Canosa, che vede anch’essa il pronto soccorso declassato a punto di primo intervento r perde Ortogeriatria ed Oculistica a beneficio di Andria. Al Bonomo, a sua volta, chiude il glorioso reparto di chirurgia plastica.
Di certo, soprattutto con il trasferimento della Rianimazione da Trani a Bisceglie, verrebbero meno una serie di servizi collegati, a cominciare dal Pronto soccorso per finire al ricovero di pazienti acuti, per i quali è evidente che, nell'assenza di una terapia intensiva, sul posto la permanenza a Trani diverrebbe quanto meno a rischio. «Tutto questo – commenta Cognetti – conferma la tesi del progressivo ed inarrestabile depauperamento dell'ospedale di Trani, destinato a diventare né più, né meno che un poliambulatorio».
Di questo avevano parlato, anche, nel corso degli interventi preliminari dell’ultimo consiglio comunale, il capogruppo di Forza Italia, Pasquale De Toma, ed il consigliere del Pd, Carlo Avantario. Senza dimenticare la protesta "con camice verde indosso" del consigliere di Realtà Italia Domenico Briguglio.





