Il tema della discarica rimane di stretta attualità. Se ne parla attraverso comunicati, articoli di giornale, interviste, perché nonostante la chiusura, continua ad inquinare pesantemente.
La discarica fu chiusa a settembre 2014, si diceva per circa due mesi, ma ormai siamo ad oltre un anno, a significare della gravità della falla creatasi.
Qualcuno parlava di “bomba ad orologeria” ed ora sembra che questa bomba non si esaurirà solo con la famosa “messa in sicurezza” ormai improcrastinabile, ma rimarrà innescata dopo l’esaurimento o la chiusura della discarica per circa 30 anni con il “post esercizio”, cioè un periodo di tempo in cui ci si “prende cura” della discarica fino a quando esaurirà la sua pericolosità inquinante.
È chiaro che ci sono delle precise responsabilità manageriali, o politiche, per le quali lasciamo alla magistratura il tempo di fare il suo lavoro.
E mentre le istituzioni “disquisiscono” su dove trovare i soldi per riparare la falla nella discarica, se si possono utilizzare i soldi accantonati per il post esercizio o se invece devono essere attinti chissà dove e chissà da chi, l’inquinamento sembra continuare anzi, aumentare i rischi di interessamento della falda idrica.
Se per questo tipo di danno si parla di disastro ambientale, se si teme l’inquinamento della falda idrica, perché si continua a tentennare sul come, sul perché e sul quando si deve dare inizio ai lavori di messa in sicurezza?
Alle nostre istituzioni, al nostro sindaco, al nostro assessore regionale all’ambiente ed al nostro presidente della Regione, che si stanno adoperando in tal senso, chiediamo una marcia in più nelle soluzioni da mettere in atto. La cittadinanza è preoccupata e stanca di ascoltare: vuole i fatti ed è giunto il momento di dimostrare che le difficoltà si possono e si devono superare, quando i temi sono il bene comune e la salute dei cittadini.
Infine, una riflessione doverosa su due progetti di cui si sente parlare a margine della discarica: un impianto di compostaggio ed un altro di trattamento del percolato: è inopportuno parlare di queste progettualità senza chiedersi se, allo stato dei fatti, non sia più opportuno valutare se sia meglio mantenere la discarica “in vita” o se sia preferibile chiuderla. E questa domanda bisogna porla ai cittadini, che vanno adeguatamente informati.
Luca Scagliarini (coordinatore Labdem Trani)

