Durante la reggenza del commissario straordinario, Maria Rita Iaculli, il dirigente dell'Area finanziaria, Grazia Marcucci, aveva rappresentato la necessità che il Comune di Trani individuasse altre due posizioni organizzative (oltre le tre assegnate) che si occupassero rispettivamente del personale giuridico ed economico, nonché dell’Ufficio unico delle entrate: quella proposta restò congelata, nell'attesa di ulteriori valutazioni. Le “alte professionalità” decise dal commissario sono servite a coprire altri settori della vita amministrativa, ma alla Ragioneria si è rimasti scoperti e le conseguenze sono davvero preoccupanti.
Infatti, il Comune di Trani deve resistere in giudizio, presso la Commissione tributaria, in ben trenta cause, il cui valore totale è di 173.000 euro. Le ultime tre udienze, tenutesi nella giornata di ieri, hanno visto per l'ennesima volta il Comune rappresentato legalmente proprio dal suo dirigente, la già citata dottoressa Marcucci, nell’impossibilità di individuare figure alternative.
Nel caso di specie delle cause di ieri, gli importi delle somme in ballo non sono elevati, ma l’importo complessivo del valore dei ricorsi è tutt’altro che trascurabile, ed il Comune di Trani potrebbe anche riconoscerlo come debito fuori bilancio all'esito dei giudizi.
Il problema non è stato ancora compiutamente affrontato dalla giunta comunale, che, nella delibera in cui dà mandato al dirigente di rappresentare legalmente il Comune in giudizio, ha approvato contestualmente «che la riorganizzazione delle risorse esistenti presso l'Ufficio tributi avverrà, presumibilmente, entro i primi mesi del 2016».
La questione è nota da tempo. L’Area finanziaria, in materia tributaria, ha un responsabile, la dottoressa Cecilia Barbera, funzionario dell'Ufficio tributi, che non può rappresentare il Comune nei giudizi in Commissione tributaria proprio perché tuttora priva del riconoscimento della necessaria posizione organizzativa. Pertanto, le uniche figure deputate sono il responsabile dell'Ufficio legale, l’avvocato Michele Capurso, che però è già gravato da un'enorme mole di cause da affrontare, e il dirigente dell'Area finanziaria, che certamente molto più libera non è.
Il problema è stato finora affrontato con soluzioni tampone: infatti, dopo che il commissario aveva deciso di non decidere, la giunta già a settembre aveva assegnato al dirigente la difesa del Comune in giudizio per due cause, aspettando tempi migliori. Adesso, nuovo affidamento d’emergenza, annunciando novità per l’inizio del 2016. Nel frattempo, in alcuni giudizi il Comune è stato condannato, in altri deve ancora costituirsi: il rischio, ancora una volta, è di gravare sulle casse cittadine, sottraendo anche tempo ed energie ad attività che il dirigente, in particolare, dovrebbe dedicare alle numerose e delicatie questioni ancora aperte con la Corte dei conti.


