«Siamo contrari a togliere i parcheggio a raso all’Amet in questo modo per darli al privato. Non possiamo accettare che arrivi qualcuno da fori, ci piazza due parcometri e ci fa soldi da solo». Così Beppe Corrado, consigliere comunale di minoranza (Area popolare) sulla questione dei parcheggi a pagamento, tuttora gestiti dall’Amet.
«I parcheggi a raso devono rientrare in un percorso più ampio di mobilità sostenibile – spiega Corrado – ed è questa la proposta che mi sto sforzando di condividere con tutte le forze politiche. Proprio perché si tratta di un servizio che rende utili, al netto delle evidenti inadempienze di questo managemente di Amet è un servizio che deve continuare a permettere al Comune di fare cassa».
Quale, allora la proposta? «Eventualmente, revocare il contratto con Amet e gestire il sevizio in house, facendo sì che il Comune rilevi i dipendenti, magari uniformandone l’orario di lavoro con quelli della Polizia locale».
Corrado estende la proposta anche alla darsena comunale, presso la quale Amet gestisce i servizi ai diportisti «secondo un contratto capestro – afferma il consigliere -. La nostra proposta? In attesa di di fare il piano regolatore del porto, che manca dal 1939, un restyling della darsena, il dragaggio del porto ed un piano d'ambito, riprendiamoci in house il servizio, incassandone direttamente i proventi e facendo migrare il personale, anche in questo caso, dall’Amet al Comune. Sarebbe l’unico modo per rilanciare il turismo nautico, sul quale negli ultimi anni abbiamo pesantemente pagato dazio».


