Un provvedimento amministrativo che si fonda, anche, su ragioni penalmente rilevanti. Infatti, per motivare la revoca della gara per la vigilanza degli immobili, il dirigente dell’Area lavori pubblici, Giovanni Didonna, chiama espressamente in causa l’inchiesta giudiziaria nella quale non solo sei persone, tra ex amministratori e funzionari comunali, subirono misure cautelari, ma altre sei risultano iscritte nel registro degli indagati.
Infatti, capitolo a parte merita la ragione, definita «pregnante per procedere all'annullamento d'ufficio dell'intera procedura di gara», vale a dire le indagini penali nell'ambito del procedimento che hanno riguardato, tra le altre cose, proprio la nomina della commissione giudicatrice della gara: «Vi è da ritenere che la nomina e l’operato della Commissione, come l’esito di gara, non siano soltanto privi di qualsiasi attendibilità, ma anche inficiati da comportamenti di particolare gravità, viste le risultanze di indagini penali che hanno cagionato persino lo scioglimento del consiglio comunale (…) L’amministrazione rileva, anzi tutto, che il servizio di vigilanza ha una natura peculiare che impone, come requisito di base, la totale fiducia nell'operato dell’appaltatrice, cui vengono affidati compiti, riguardanti la sicurezza e l'ordine pubblico, di particolare delicatezza rilievo per la comunità locale. Tuttavia, le risultanze dell'indagine penale ha comportato, allo stato, la totale perdita di fiducia dell'amministrazione dei confronti della Sicurcenter, proprio in ragione delle condotte ascritte a referenti della società (gli indagati Francesco Lupo e Massimo Asselta, ndr) con riferimento alla medesima procedura concorsuale, e concreta l'ipotesi della negligenza e malafede a carico della ditta concorrente/aggiudicataria, che non consente all'amministrazione di procedere alla stipula del contratto, anzi la pone nella condizione di dover senza dubbio annullare in autotutela l’aggiudicazione definitiva e gli atti presupposti, anche per eliminare la situazione di impasse venutasi a determinare (rispetto alla quale sussistono responsabilità ascrivibili anche alla stessa Sicurcenter per il contegno tenuto nel corso della gara), e procedere a bandire una nuova gara d'appalto attenendosi alla disciplina sopravvenuta».

