Al termine di una giornata alquanto anomala nella storia amministrativa di Trani, è stato formalmente convocato il consiglio comunale già da tempo atteso per la data del 28 dicembre.
Numerosi i punti all'ordine del giorno, per via della presenza di una serie di debiti fuori bilancio che vanno ad aggiungersi alla ricapitalizzazione di Amiu Spa, il provvedimento più importante e delicato che l'assemblea elettiva dovrà affrontare all'inizio della seduta programmata a partire dalle 9 di lunedì prossimo.
La seconda convocazione è alla stessa ora di mercoledì 30 dicembre e, peraltro, diventa proprio questa l'ipotesi più plausibile per l'effettuazione della seduta perché, in realtà, davvero poco pare il tempo perché i consiglieri comunali leggano ed approfondiscano la proposta di delibera riguardante il salvataggio dell'azienda ex municipalizzata.
Per la verità, si tratta di un atto d’indirizzo, ma sarà in ogni caso una scelta dopo la quale indietro non si torna. Per ripianare i debiti dell’azienda bisogna mettere parzialmente mano al portafoglio della città e, per la parte restante, cedere almeno un bene immobile, ricicleria in primis.
L’assunzione di responsabilità da parte dei consiglieri comunali, a prescindere del fatto che l’atto d’indirizzo non sia un impegno di spesa, è tutt'altro che trascurabile ed è questo il motivo per cui ieri, in una casa comunale pressoché deserta, vi è stata in compenso un’autentica scala santa di eletti nell'attesa di ricevere la copiosa documentazione del consiglio comunale di lunedì prossimo.
In altre parole, soltanto a poche ore dal cenone natalizio tutti i consiglieri comunali hanno avuto le carte sulla base delle quali esprimere un voto in aula, ed è questo il motivo per cui appare ragionevole che la seduta di lunedì si possa anche aggiornare a due giorni dopo.
Il clima, in ogni caso, ieri sera era particolarmente disteso: foto di gruppo, sorrisi e messaggi beneauguranti da parte di esponenti sia della maggioranza, sia della minoranza. Il presidente del consiglio, Fabrizio Ferrante, ha dovuto affrontare una maratona e Leo Amoruso, del Partito democratico, ha espressamente ringraziato i dipendenti comunali per essersi sobbarcati un lavoro immane, in favore dei consiglieri, in un giorno nel quale tradizionalmente avrebbero dovuto smettere di lavorare in netto anticipo.
Un’atmosfera decisamente diversa da quella dipinta da chi ha riferito di notti dei lunghi coltelli, riunioni clandestine ed ultimatum: nessuno dovrebbe essere autolesionista al punto da condannare Trani a nuove elezioni mentre una discarica può progressivamente avvelenare la città ed un’azienda attende un input senza il quale collasserebbe del tutto.
Adesso il compito più importante spetta proprio all'assemblea di Palazzo Palmieri: in gioco c'è il futuro della città. A cavallo tra Natale e Capodanno c'è poco tempo per festeggiare e ancora meno per farsi un'idea di come salvare un'azienda che rappresenta un pezzo di storia di Trani e, con essa, i quasi cento dipendenti che vi lavorano.
Un po’ è come giocare su uno dei tanti tavoli verdi di queste sere, ma la posta in palio non è proprio la stessa di un giro di sette e mezzo o mercante in fiera.



