Quanto serve per rimettere in equilibrio un’Amiu che ha chiuso il 2014 con una perdita di oltre 4 milioni e mezzo di euro e si avvia a chiudere in territorio negativo anche il 2015? «Dobbiamo ripianare il patrimonio netto negativo del 2014, – risponde il sindaco, Amedeo Bottaro -, di circa 2.600mila euro, ma il problema è che noi sappiamo che anche il 2015 chiude con una perdita, dovuta fondamentalmente ai costi che l'azienda sta sostenendo per l’emungimento del percolato della discarica».
Peraltro, sul fronte della gestione l’Amiu è ritornata a produrre utili, grazie al radicale taglio delle spese in tutti i settori della conduzione aziendale, e quell’utile sarebbe il primo tesoretto buono per ripianare la perdita incipiente. Ma il consiglio comunale di domani, adesso, deve fornire al sindaco gli indirizzi perché, il prossimo 31 dicembre, vada in assemblea dei soci ed approvi la ricapitalizzazione dell’Amiu.
Quali, allora, gli strumenti? «In primo luogo, il conferimento di un bene – risponde Bottaro -, vale a dire il capannone della ricicleria, che è di proprietà del Comune ma, evidentemente deve essere conferita all’Amiu sia perché è inattiva, sia perché ha un valore importante. Quanto vale? Nel momento in cui il consiglio comunale delibera di ricapitalizzare e conferire il bene, il Tribunale nomina di un perito che farà la valutazione dell’immobile. Per il momento, noi ipotizziamo da un milione di euro a salire».
Se così fosse, l’amministrazione comunale si ritroverebbe già, accantonata, la somma restante di un milione e mezzo, per coprire la perdita del 2014, mentre la parte restante la colmerebbe attraverso la rinuncia ad una parte dei crediti che il Comune vanta nei confronti dell’azienda.
Se lo scenario fosse questo, il rischio opposto, vale a dire la liquidazione della società, sarebbe quasi scongiurato. Ma il governo Bottaro non ha mancato di pensare anche a come affrontare quest’ipotesi: «Una soluzione – fa sapere il sindaco – potrebbe essere quella della scissione per scorporazione dell’Amiu; da una parte Amiu servizi; dall’altra Amiu impianti. Amiu servizi si porta si farebbe carico del contratto di servizio con il Comune e resterebbe pienamente operativa con il personale dell’azienda, mentre Amiu impianti, con la discarica, sarebbe liquidata e, allora, il Comune dovrebbe finanziare, anche attraverso un mutuo, gli interventi di immediata messa in sicurezza della discarica».
A ben guardare, si starebbero realizzando più o meno le condizioni auspicate lo scorso agosto dall’Amministratore unico di Amiu, Alessandro Guadagnuolo, contestualmente all’approvazione del bilancio in perdita del 2014. «La continuità dell'azienda – scriveva l'Au - è subordinata solo alla realizzazione di alcune condizioni che il Comune di Trani, in qualità di socio unico deve realizzare senza indugio: ricapitalizzazione della società (il cui capitale sociale è di un milione di euro, ndr); definizione di un contratto di servizio che assicuri l’integrale copertura dei costi; possibile riapertura della discarica (con riferimento al solo terzo lotto, ndr), secondo nuove modalità operative (la discarica di soccorso di cui recentemente s’è reso noto il possibile avvento».

