La Strada provinciale 1 Trani-Andria è ufficialmente un cantiere dall’11 dicembre 2014.
I cartelli dei lavori, posizionati rispettivamente poco dopo il ponte autostradale, in direzione Trani, ed in contrada Montericco, sulla corsia opposta, segnala che la Barletta-Andria-Trani ha consegnato i suoli all’impresa Matarrese, con l'impegno a riconsegnare la strada, allargata e messa in sicurezza, entro l'ultimo giorno dell’anno in corso.
In totale, sarebbero dovuti essere 386 giorni di lavori effettivi, preceduti dall’operazione di espianto di 1569 ulivi (trasferiti all’azienda agricola Papparicotta, di proprietà della Provincia) e, soprattutto dall’infinito iter degli espropri, costati 8 milioni e mezzo ma non seguiti da alcun contenzioso perché pagati in misura congrua, secondo i prezzi di mercato. Complessivamente, l’opera è costata 23 milioni.
La Regione, come si spiega in altri articoli, ha cofinanziato l’opera con 2 milioni, mentre uno a testa sono giunti dai comuni di Andria e Trani: quella somma, a Trani è stata distratta dal capitolo che prevedeva il prolungamento del sottopassaggio della stazione ferroviaria fino in via del Ponte romano.
Il progetto prevede l’allargamento della carreggiata a 22 metri di larghezza, con doppia carreggiata a due corsie da 3,75 metri per senso di marcia, banchine laterali da 1,75 metri e spartitraffico centrale, costruzione di corsie di raccordo nei punti terminali in uscita per favorire le inversioni di marcia.
Sarà eliminato l’incrocio semaforico con la Provinciale 168 Barletta-Corato, obbligando i conducenti ad impegnare le complanari per passare dalla parte opposta e proseguire eventualmente il cammino su quella stessa strada.
La complanare che da Andria conduce a Trani è pressoché rettilinea, mentre quella opposta parte deviando subito dietro una serie di opifici, sempre in contrada Montericco, per poi affiancarsi alla strada centrale dopo poco più di un chilometro.
Ingegneri, tecnici, collaudatori e responsabili della sicurezza sono in tutto dieci, una cinquantina le maestranze tra operai, direttamente dipendenti dall’impresa Matarrese, e subappaltatori regolarmente autorizzati. I mezzi meccanici sono i seguenti: dieci pale meccaniche, gommate e cingolate; otto escavatori; una pinza che ha demolito tutte le opere in cemento armato; venti camion per il movimento materie».



