Così come i consiglieri comunali trascorsero quasi l’intera la vigilia di Natale in Comune, per ritirare i copiosi atti del consiglio comunale per la ricapitalizzazione dell’Amiu, così, oggi, sarà la giunta a fare gli straordinari.
Infatti, l’esecutivo è chiamato ad approvare il Piano di razionalizzazione delle aziende partecipate, con immediata comunicazione dello stesso alla Corte dei conti, che ne aveva chiesto la sigla entro il 31 dicembre, e successiva proposta di deliberazione in consiglio comunale.
In questo modo, il sindaco, Amedeo Bottaro, intende rispettare un altro dei termini non solo perentori, ma anche cruciali, che la Sezione di controllo pugliese dell’organo contabile ha posto sulla strada del rientro del Comune di Trani da una situazione che, solo un anno, pareva ai limiti del dissesto finanziario.
Ieri, intanto, sempre il sindaco, in qualità di rappresentante del socio unico, vale a dire lo stesso Comune, si è recato presso la sede di Amiu Spa per l’assemblea dei soci attraverso cui avviare il processo di ricapitalizzazione dell’azienda, giacché il consiglio comunale, l’altra sera, ha votato almeno, sotto forma di indirizzo, di non volerne la liquidazione.
Il processo, come è noto, si definirà entro i prossimi tre mesi, ma anche questa era una tappa prevista nel percorso indicato dalla Corte dei conti. «Al termine dell'Assemblea di Amiu è stato deliberato quanto il Consiglio comunale ha decretato lunedi - ha confermato il sindaco sulla sua pagina Facebook. Adesso abbiamo 90 giorni per salvare la nostra azienda. Ce la metteremo tutta».
La notizia rilasciata dal primo cittadino sul social network ha aperto un confronto con gli utenti. La domanda prevalente è stata la seguente: «Ma con quali soldi salverete l'azienda? Non sarebbe stato meglio venderla ai privati?». «Assolutamente no - risponde Bottaro -, così completeremmo l'opera di chi voleva distruggerla e regalarla a qualcuno. Amiu è dei tranesi, la delibera indica come salvarla e lo faremo, facendola tornare un gioiello di famiglia».
