Ovunque le aziende in crisi mettono in cassa integrazione o addirittura licenziano. A Trani no. Amiu Spa, società di proprietà del Comune di Trani, allo stato priva di capitale sociale e quindi, tecnicamente, sciolta, coperta di debiti e con un futuro totalmente nebuloso, non licenzia, ma assume e pure a tempo indeterminato.
Ciò che è stato fatto il 30 dicembre supera persino la fantasia. Umanamente sono contento per i dieci lavoratori assunti, ma da portavoce di un movimento politico che deve vigilare l’operato dell’amministrazione comunale e tutelare gli interessi dei cittadini di Trani non posso che gridare allo scandalo.
A questo punto mi chiedo perché non abbiano fatto lo stesso con i vigili urbani che sono in causa con il Comune, con gli ausiliari del traffico in forza all’Amet, che peraltro credo avessero la precedenza, o con i diportisti in causa con l'Amet: non sono famiglie anche quelle? Io credo che l’amministratore di Amiu si sia assunto una grandissima responsabilità. Intanto, a questo punto, deve spiegare perché aveva posto fine al loro contratto e cosa è cambiato da allora ad oggi.
E poi deve spiegare come è stato possibile fare delle assunzioni per una società priva di capitale sociale? Gli è bastato l’atto di indirizzo del Consiglio comunale? E se per una ragione qualsiasi la ricapitalizzazione non dovesse andare a buon fine? Vedremo cosa ne pensa la Corte dei Conti. E poi vorremmo anche sapere se, da avvocato oltre che da socio unico di Amiu, ritiene amministrativamente corrette queste assunzioni.
Naturalmente glielo chiederemo per iscritto e pretenderemo una risposta per iscritto. Ci piacerebbe sapere cosa ne pensano di queste assunzioni da parte di una società pubblica senza capitale sociale anche Renzi, Emiliano e tutti gli elettori del Partito Democratico. Non ci chiediamo, invece, cosa pensano i consiglieri comunali del Pd e degli altri partiti e movimenti della maggioranza: a loro va sempre tutto bene.
Antonio Procacci (portavoce Trani a capo)
