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La zona industriale di Molfetta esclusa dal trasporto pubblico, proteste anche da Trani: i chiarimenti della Stp

Recarsi a lavoro tutti i giorni fuori dalla propria città: lo sanno bene le centinaia di dipendenti che ogni giorno percorrono la strada da Trani alla zona industriale di Molfetta per raggiungere il proprio posto di lavoro (call center, ipermercati, aziende informatiche) con l’automobile. Infatti, al momento non ci sono ancora autobus diretti per la zona industriale.

«La Stp Bari spa non può accogliere la richiesta di istituzione di fermata nella zona industriale di Molfetta, oltre quelle già esistenti sulla tratta Trani–Molfetta, in quanto si avrebbe un aumento della percorrenza chilometrica, che richiederebbe una variazione del contratto di servizio e maggiori corrispettivi, da finanziarsi a livello regionale». Questa la risposta che l’ingegner Francesco Lucibello, direttore di esercizio dell’azienda, ha dato nel settembre 2014 ad una lettera scritta da una ragazza tranese che lavora presso un call center. Ad oggi, nulla è cambiato. Intervistato, il presidente della Stp Roberto Gargiuolo ha confermato quanto scritto da Lucibello: «Mi piacerebbe con tutto il cuore aiutare questi ragazzi, ma gli enti locali, cioè la Provincia e la Regione, devono innanzitutto autorizzarci ad allungare il percorso. Noi siamo degli esecutori dei trasporti richiesti. Non possiamo fare quella tratta perché ci rimetteremmo dal punto di vista economico, ma io sono disponibile». Infatti, all’azienda viene pagato un corrispettivo economico per ogni chilometro percorso. Installare le paline di fermata, pagare gli automobilisti, usare ulteriormente mezzi, senza avere alcun riscontro economico effettivo, un’azienda non può farlo.

«L’azienda nella quale lavoro cerca di venirmi incontro il più possibile inserendomi in turno con i miei colleghi di Trani – ci dice la lavoratrice – ma non basta, perché non sempre coincidono gli straordinari». E chi è automunito, ci rimette comunque, soprattutto se lavora part-time. Dunque, i destinatari di questa lettera dovrebbero essere la Provincia di Bari e la Regione, che hanno un contratto di servizio oneroso nei confronti del Co.Tra.P (Consorzio trasporti aziende pugliesi), ma che finora non sembrano aver risolto il problema.

Nella città di Molfetta, due anni fa il Comune e il presidente dell’azienda di trasporti pubblici istituirono un nuovo percorso che collegò la città alla zona industriale avendo considerato che almeno tremila lavoratori di quella zona sono di Molfetta. I restanti, forestieri. Dal capolinea della stazione furono previste le partenze alle 7.22, 8.02, 8.23 e poi a cadenza quasi oraria dalle 13 alle 20. Da Trani, Giovinazzo, Bisceglie, Barletta e Corato, questo collegamento ancora manca.

Poiché il diritto al lavoro è sacro, come sancisce la nostra Costituzione, e poiché raggiungere il posto di lavoro anche con i mezzi pubblici indirettamente lo è, sarebbe bene che le istituzioni comincino ad ascoltare la voce dei lavoratori.

Federica G. Porcelli


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