«Ancora una volta si apprende, a cose già decise, che una disposizione della Direzione generale dell’Asl Bt prevede il trasferimento di servizi da Trani in altre città». A lamentarlo pubblicamente è il consigliere comunale del Partito democratico, Carlo Avantario, con riferimento al pianificato addio, già annunciato dal consigliere ed assessore regionale, Mimmo Santorsola, dal San Nicola Pellegrino, dell’Unità operativa semplice, a valenza dipartimentale, di Oncoematologia, in predicato di passare a Barletta.
Avantario prova ad interpretare le domande dei cittadini sono tanti: «Cosa sta succedendo? Forse è una struttura incompatibile con quello che è rimasto del nostro ospedale e, come tale, deve essere cassata, alla faccia del bagaglio di esperienza e professionalità accumulata negli anni? Se si osservassero attentamente i numeri , gli indici – sostiene invece Avantario -, veri e propri indicatori del buon funzionamento della struttura di Oncoematologia, si rimarrebbe stupiti dalla mole di lavoro che si produce e dai risultati raggiunti ad oggi».
Da Trani a Barletta s’era già trasferita, alcuni anni fa, la struttura complessa di Ematologia e, forse, il trasferimento di Oncologia ne sarebbe considerato una naturale conseguenza, facendo riferimento alla stessa branca. «Ma questa struttura, a Trani – osserva invece Avantario -, ben si incastra nel territorio ad erogare prestazioni sanitarie di alto livello professionale, in regime di day hospital e day service nell’ospedale territoriale cittadino, a servizio di tutta la Bat. Insomma, fermo restando le ragioni che non ci è dato conoscere, sembra assurdo – prosegue l’ex sindaco – che, in un momento di difficoltà della sanità in genere, ed a Trani in particolare, anziché favorire un rafforzamento di tale struttura, se ne prediliga invece il trasferimento. Il nostro ospedale, ormai, ha vocazione territoriale e sarebbe miope depauperalo di servizi come il day hospital di Oncoemetologia. Bisognerebbe, invece, rafforzarlo partendo dall’esistente e proiettarlo in un futuro ormai presente».
In conclusione, ad Avantario pare necessario «che la classe politica debba “governare” il cambiamento culturale che sta avvenendo in maniera inesorabile nella sanità, a volte in maniera illogica, e che il percorso in atto vada rafforzato con opportune progettualità, chiedendo certamente un incontro urgente con il Direttore generale, affinché revochi questa disposizione e ci informi in merito a tutto ciò che riguarda il nostro ospedale, a cominciare dal nuovo Pronto soccorso, che doveva essere aperto entro il 31 dicembre. Il tutto – conclude – senza dimenticare che il paziente deve essere al centro di tutto e, in questo caso, non è un numero o un indicatore, ma una persona con un suo vissuto, una dignità, sia nell’accoglienza, sia nelle cure. Il futuro è solidarietà, ma anche responsabilità: la spesa sanitaria non va tagliata indiscriminatamente, ma calibrata, perché a pagare sarebbero solo le classi sociali più deboli».

