Porta la firma degli avvocati Giuseppe Polito e Giuseppe Iacovelli il parere legale sulla base del quale Amiu ha assunto i dieci ex dipendenti che, lo scorso 2 dicembre, avevano notificato all’azienda un ricorso ai sensi dell'articolo 414 del codice di procedura civile, essendo stati già reclutati da anni con contratti di somministrazione.
L’azienda aveva provveduto ad interrompere il rapporto di lavoro all’ultima scadenza del 20 novembre, anche per i costi particolarmente onerosi che comportava. L’oggetto dei ricorsi riguardava l'istanza di nullità di tali contratti e la domanda di costituzione di un rapporto di lavoro, in capo all'azienda, con decorrenza dell’anzianità dalla prima assunzione come somministrati, oltre le spese di giudizio.
Tale vaglio legale, «dopo un primo esame ed ulteriori approfondimenti – scrive l'azienda - ha confermato la complessità ed aleatorietà dei giudizi, soprattutto per l'estrema genericità delle lettere di assunzione, omissive dei motivi che hanno indotto l'azienda a fare ricorso a tale forma di reclutamento del personale».
In ogni caso, lo studio ha consigliato di tentare una conciliazione, procedere all'eventuale assunzione dei dieci lavoratori entro il 31 dicembre, data in cui sarebbero scaduti alcuni benefici statali, sostituiti con altri di entità minore, con un consequenziale risparmio nel triennio valutato tra i 140.000 ed 150.000 euro.
L’Amiu, a quel punto, ha ritenuto vantaggiosa la conciliazione, anche nell’assenza di altre forme possibili di reclutamento del personale, anche con riferimento alla mobilità tra le aziende partecipate, da nessuna delle quali sarebbe stato possibile attingere i previsti nove spazzatori ed un conducente automezzi.
L’Amiu, a sua volta, aveva posto come premessa alla richiesta del parere di trovarsi in condizioni di carenza di organico di circa 25 unità e, quindi, «senza quei dieci elementi la situazione si era aggravata, con ripercussioni ovvie sulla qualità del servizio offerto».
Ovviamente, la transazione non si sarebbe siglata nell'ipotesi in cui consiglio comunale avesse deciso per la messa in liquidazione dell'azienda. Tuttavia, entro fine marzo, la ricapitalizzazione si dovrà definire in termini tecnici e finanziari precisi, altrimenti la permanenza in servizio dei nuovi assunti tornerebbe a vacillare giacché, in caso di liquidazione, un eventuale trasferimento del personale ad altri soggetti potrebbe non assicurare la presa in carico di tutti.
