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Presunte offese dai consiglieri di Trani su Fb, Loconte: «Chiacchiere tra amici». Merra: «Chiedo scusa»

Dopo l'appello di Debora Ciliento in merito a delle offese apparse su facebook da parte di un consigliere di maggioranza (Giovanni Loconte) e da una consigliere di minoranza (Raffaella Merra), della quale questa testata però non aveva fatto menzione, i due consiglieri hanno voluto giustificare il proprio atteggiamento.

Chiede scusa Raffaella Merra: «Sono rammaricata per quanto accaduto e mi dispiace fortemente se qualcuno si è sentito offeso ma il mio post non era riferito a nessuno in particolare. Mi scuso soprattutto con chi mi conosce e sa quanto tengo ai rapporti personali. Nella mia vita ho sempre cercato di aiutare tutti indistintamente da quale colore politico appartenessero sacrificando anche me stessa. Il mio grande amore verso gli animali rispecchia il mio animo nobile, questa volta però ho commesso un errore. Anch'io sono un essere umano e non sono perfetta. Mi scuso per i termini poco adeguati usati nel mio post e mi scuso verso chi si è sentito offeso».

Così Loconte: «Nel pomeriggio del 5 gennaio passeggiavo in compagnia del mio fedele cane per le vie di Trani, allorquando la mia attenzione fu richiamata dalle esternazioni di una signora che si lamentava del fatto di aver pestato degli escrementi di cane; non appena mi vide, iniziò a rivolgere i suoi improperi nei miei confronti, adducendo una mia responsabilità, in uno alle istituzioni cittadine, derivante dal fatto che, a suo dire, non “siete capaci di far passare i guai ai proprietari dei cani che non puliscono le feci dei propri animali”. Vista l’animosità e l’ineducazione con cui mi si rivolgeva, ho preferito continuare la mia passeggiata (non conosco la signora protagonista dell’episodio, anche se, evidentemente, lei conosce me). Nella stessa sera del cinque gennaio, leggo su Facebook un commento postato da un mio contatto, seguito da uno successivo con cui la stessa (è una donna), peraltro consigliere comunale eletta nel centro destra, con faccine sorridenti scrive “credo sia di estrema destra”. Non mi è apparso un post mirato ad offendere chicchessia, anche in considerazione del fatto che proveniva da una “donna del centrodestra”, apparendo evidente la sua intenzione di scherzarci su. Tale situazione, collegata alla notoria passione per gli animali della detta consigliere, mi ha riportato alla mente l’episodio increscioso del pomeriggio, unica ragione per cui ho risposto, senza volermi riferire al alcuno o a chicchessia.
Se qualcuno si è sentito in diritto di scegliere di sentirsi offeso o destinatario del mio commento, l’ha fatto deliberatamente, senza poter fondare tale suo sentimento su situazioni oggettive ovvero su precedenti intercorsi con la mia persona».

Egli prosegue: «Posso immaginare la voglia di visibilità che pervade l’animo di alcuni invisibili che soffrono per tale loro situazione, ma non posso tollerare che tale voglia debba giungere a sfruttare l’altrui immagine, mistificando la realtà (dal vocabolario Treccani: mistificazióne s. f. [dal fr. mystification]. – Distorsione, per lo più deliberata, della verità e realtà dei fatti, che ha come effetto la diffusione di opinioni erronee o giudizî tendenziosi, sia in campo ideologico sia, per es., nel settore del commercio e della pubblicità, al fine di trarre vantaggio dalla credulità altrui: operare una m.; rimanere vittima di una m.; tentativi di m.; le m. della società contemporanea. Con sign. più generico, imbroglio, falsificazione); nello scherzoso commento da me postato (posso condividere che sia stato di cattivo gusto, ragion per cui chiedo scusa a chi ha visto urtare la propria sensibilità nel sentire (rectius nel leggere) una così pesante “parolaccia”), non c’era niente di politico (a differenza di altri, per fortuna, la politica la faccio nelle sedi opportune e non sui social), non c’era niente di sessista (non era certo una offesa al genere femminile né una lesione ai diritti di alcuno); non c’era niente di niente. Erano solo due chiacchiere tra amici».

Conclude il consigliere: «Ribadisco il mio disappunto per le strumentalizzazioni ed il mio sdegno nei confronti di chi le attua giungendo sino a richiamare diritti sacrosanti al solo scopo di farsi bello:  evidentemente chi non ha valide argomentazioni politiche da porre in essere cerca altre vie di fuga pur di avere i suoi “cinque minuti di notorietà”. A queste persone, comunque, voglio manifestare la mia solidarietà e comunicare la mia disponibilità ad aiutarle nella ricerca della loro ragione di esistere».

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