Venti milioni di euro per Amet, 11 milioni e mezzo per Stp, 6 milioni e mezzo per Amiu. Questi gli ultimi fatturati delle tre aziende partecipate dal Comune di Trani, due delle quali interamente possedute dall'ente pubblico. Nella compagine mista di Stp, invece, il Comune ha una quota del 5%, che si somma però al 44% detenuto da Amet, che a sua volta è una sua ex municipalizzata.
Alla luce di questi numeri, dal punto di vista del fatturato queste aziende non corrono rischi di chiusure o accorpamenti, riservati alle partecipate pubbliche che, per tre anni consecutivi, abbiano registrato un fatturato medio sotto 1 milione.
Sarebbe infatti questa la soglia individuata, nel decreto che attua la riforma Pubblica Amministrazione, per far scattare le razionalizzazioni, con eventuali fusioni o liquidazioni, delle società pubbliche.
Tuttavia, da noi, le situazioni vanno poi analizzate anche alla luce dei bilanci recentemente rassegnati: Stp chiude con utili da otto anni, Amet ha fatto registrare un utile nel 2014 e chiuderà il 2015 di nuovo in territorio positivo. I problemi più grossi sono di Amiu, che ha chiuso con una perdita di 4 milioni e mezzo e necessita anche di una ricapitalizzazione.
E veniamo ai servizi offerti. Amet, allo stato, si occupa della distribuzione di energia elettrica nel territorio comunale, pubblica illuminazione, semaforizzazione, parcheggi a pagamento, servizi ai diportisti della darsena, trasporto pubblico locale. Il know-how in quest'ultimo ramo d'azienda le ha consentito da quarant’anni, di essere la colonna portante del trasporto pubblico regionale, così da diventare uno dei maggiori azionisti di Stp, che si occupa pertanto del servizio pubblico su gomma in tutta la regione.
Amiu Spa invece, ha recentemente siglato con il Comune di Trani un contratto di servizio da 11 milioni, ma i veri costi del servizio sono, appunto, i 6 milioni e mezzo del fatturato, riconducibili alla raccolta e spazzamento stradale dei rifiuti, disinfestazioni, derattizzazioni, bonifiche di vario tipo, comprese carcasse animali ed amianto. A questi servizi vanno aggiunti i costi per il trasporto smaltimento dei rifiuti, che da oltre un anno avviene fuori del territorio comunale. Infatti, una storia completamente a parte è adesso quella della discarica, chiusa per “incidente” dal 4 settembre 2014, sequestrata dal 15 gennaio 2015 e la cui messa in sicurezza costerà quasi 19 milioni di euro, il cui finanziamento è ancora tutto da chiarire.
