«Ad Andria e Trani ci sono state elezioni comunali da ormai sette mesi. Risultato? Solo papocchi politici che hanno portato a impacci ed impicci che pagano e pagheranno i cittadini».
Ad affermarlo è Giuseppe D’Ambrosio, parlamentare del territorio per il Movimento cinque stelle, che sulle recenti dimissioni di due assessori nella giunta comunale di Trani rileva come «Giorgino e Bottaro partano con delle diplomatiche giunte tecniche che poi perdono pezzi e sono e saranno costrette a ridistribuire le poltrone ai partiti. Gli interessi dei cittadini sono l'ultimo dei pensieri, perché il loro principale interesse è la distribuzione di potere e poltrone».
Secondo Carlo Laurora, ex candidato sindaco, «non è facile e non lo sarà mai per nessuno, anche il neomovimentismo cittadino che pensa di fare meglio. La città, in questo momento, è a sovranità limitata ed è governata da altre istituzioni dello Stato, contabili e giudiziarie».
Decisamente critico un altro ex candidato sindaco, Antonio Procacci, che punta dritto a Bottaro: «Lui va "dritto come un treno", perché deve curare e rilanciare. E poco importa se due dei suoi uomini di massima fiducia (due di quegli assessori competenti che si è tanto vantato di aver nominato solo sei mesi fa) gli dicono "guarda che sull'Amiu hai fatto una sciocchezza", "guarda che non potevi farle quelle assunzioni", come peraltro stavamo dicendo noi da giorni. Ma il sindaco non sbaglia mai ironizza Procacci -, lui ha ragione su tutto. Tanto ha dalla sua parte i consiglieri di maggioranza, che hanno fatto tanto per arrivare lì e figurarsi se vogliono fare le valigie e tornare a casa».
Senza fronzoli Raimondo Lima, consigliere comunale di Fratelli d’Italia: «Il fallimento della giunta tecnica è l'ulteriore dimostrazione che si può essere anche degli ottimi professionisti, ma politicamente si fa fatica. Viva la politica, abbasso la tecnocrazia».
