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Capone e Loconte (Noi a sinistra): «L'Asl Bt è completamente sorda ai bisogni di Trani»

Il 16 dicembre 2015, quale gruppo consiliare del comune di Trani di Noi a sinistra per La Puglia, abbiamo inviato a mezzo pecal direttore generale della Asl Bt Ottavio Narracci una richiesta di incontro urgente al fine di potergli evidenziare, tra le altre, alcune criticità del presidio ospedaliero di Trani. In particolare, gli si mostrava la pericolosità sociale derivante dal fatto che, soprattutto presso l’unità ospedaliera di medicina generale, a causa della intollerabile mancanza di personale specializzato, sono gli ausiliari della Sanitaservice, ossia coloro che dovrebbero limitarsi ad effettuare le pulizie degli ambienti, che si vedono costretti a svolgere compiti (per loro obbligatori visto il disciplinare di servizi sottoscritto tra Asl Bt e Sanitaservice) per i quali entrano in contatto con i pazienti. Più volte abbiamo ricevuto segnalazione in base alle quali detti pulitori, di fatto, provvedono (addirittura senza aver neanche la possibilità di cambiarsi il camice con cui alcuni attimi prima hanno finito di spazzare per terra), a titolo esemplificativo e non esaustivo, ad aiutare i pazienti non autosufficienti. Tale nostra richiesta di incontro è rimasta del tutto priva di riscontro, anzi, ancora peggio, per le vie brevi ci è stato riferito che Narracci non ha alcuna intenzione di incontrarci poiché non è un «suo problema».

La nostra convinzione, dopo tale mancato incontro, è che l'attuale direttore generale della Asl Bt non abbia veramente a cuore i problemi dei pazienti della città di Trani, dell'ospedale di Trani e di tutta la cittadinanza di Trani, evitando persino di incontrare esponenti locali al fine di ascoltare le lagnanze derivanti sia dai dipendenti della Sanitaservice e sia dai malcapitati pazienti dell'ospedale.Tale convinzione si è enormemente rafforzata nei giorni scorsi quando abbiamo appreso dagli organi di stampa che il direttore sanitario dottor Coratella invitava i direttori delle unità operative di Ematologia e di Oncologia del presidio di Barletta ad «assumere la responsabilità dell'unità operativa di Trani ed ad assicurarvi il conferimento delle attività residuali (nota bene: con questo termine si indente pazienti) di interesse ematologico presso l'ospedale di Barletta».In altre parole in un blitz di fine serata si stava cercando di privare l'ospedale di Trani di un altro reparto.

Sempre dalla stampa abbiamo appreso delle dichiarazioni dell'assessore Di Lernia che si sente tranquillo per aver ricevuto da Narracci una «forte e serena rassicurazione» circa la permanenza a Trani del reparto di oncoematologia. Non condividiamo le sue considerazioni, formulate a titolo strettamente personale e nelle vesti di "tecnico", in merito al fatto che il dottor Narracci sia stato un alleato del nostro governo cittadino e molto disponibile sui problemi della città.

La nostra opinione, invece, resta invariata e vede il dottor Narracci del tutto insensibile ai problemi dell'ospedale di Trani che non solo noi vogliamo tutelare quale contenitore, ma anche garantire quale contenuto: a che serve un ospedale che conserva dei reparti all'interno dei quali i pazienti debbono essere assistiti anche dagli ausiliari delle pulizie? Perché il dottor Narracci non ha inteso incontrarci al fine di ascoltare l'esposizione di problematiche riguardanti la salute pubblica? Perché non si cercano soluzioni che mettano in sicurezza i pazienti? Questa è la collaborazione che vorremmo e per la quale continueremo a batterci interessando, in caso di ulteriore indifferenza, il presidente della Regione Puglia e valutando ogni apposita azione a tutela della salute pubblica.

Consiglieri comunali Luciana Capone e Giovanni Loconte

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