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Trani e Bisceglie pronte ad ospitare fino a cinquanta richiedenti asilo e rifugiati: bando del Piano di zona

Anche i comuni di Trani e Bisceglie si preparano a realizzare, in sinergia, un servizio di accoglienza, integrazione e tutela in favore di soggetti richiedenti protezione internazionale e relativi familiari, stranieri e familiari beneficiari di protezione umanitaria. Tutto questo in linea con il decreto del Ministero dell'Interno del 7 luglio 2015, prorogato lo scorso 21 dicembre, che dispone la presentazione di progetti strutturali di accoglienza da parte dei comuni.

Lo scorso 4 gennaio Trani e Bisceglie hanno deliberato di partecipare all'avviso del Ministero in forma associata, dando dato mandato al dirigente dell’ufficio, Caterina Navach, di provvedere, tramite procedura pubblica, alla progettazione, organizzazione e gestione di un servizio di accoglienza, integrazione e tutela denominato “Sistema protezione richiedenti asilo e rifugiati”, relativo al biennio 2016/2017.

L’obiettivo dell’esternalizzazione del servizio è «superare il sistema di accoglienza straordinaria attualmente presente nel territorio, prevedendo una possibile ed auspicata evoluzione verso il sistema ordinario, anche sulla base di quanto concordato fra lo stesso Ministero e l'Associazione nazionale dei Comuni d'Italia».

Trani in quanto comune capofila del Piano di zona ha così emanato il bando in cui ci si propone di «individuare la migliore soluzione organizzativa e gestionale del servizio attraverso uno o più soggetti terzi in grado di offrire sia la disponibilità della sede, sia la migliore soluzione progettuale, sia le migliori condizioni tecniche ed economiche per la successiva realizzazione nel rispetto».

Lo stesso soggetto collaboratore dovrà impegnarsi ad organizzare ed erogare il servizio una volta che lo stesso avrà ricevuto i finanziamenti dal relativo fondo nazionale. Ovviamente, i due comuni si riservano il diritto di non dare corso alla realizzazione degli interventi e servizi qualora non dovesse essere accordato il finanziamento sul Fondo nazionale per le politiche sociali dei servizi all'asilo. La data di inizio e conclusione del progetto sarà fissata dal Ministero in sede di approvazione delle procedure per l'assegnazione dei finanziamenti.

I servizi previsti sono i seguenti: mediazione linguistico culturale; accoglienza materiale; formazione e riqualificazione professionale; orientamento e accesso ai servizi del territorio; orientamento ed accompagnamento all'inserimento lavorativo, abitativo, sociale e legale; tutela psico-socio-sanitaria. Il soggetto esterno che dovrà curarli, e che potrà essere anche un’associazione temporanea di scopo od un consorzio, sarà individuato secondo il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa.

Possono partecipare al bando soggetti che abbiano maturato esperienza per almeno 24 mesi continuativi, comprovata da attività e servizi in essere al momento della presentazione della domanda. Inoltre, dovranno autocertificare la piena disponibilità giuridica ad ospitare fino a 50 persone e presentare un piano dei costi, per la realizzazione delle attività del progetto, che tenga conto dell'importo massimo del finanziamento che il Ministero erogherà per il progetto stesso.


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