Dieci palestre scolastiche, cui sono interessate quasi cinquanta società. Si fa fatica perché la domanda è nettamente superiore all'offerta, ma le cose andranno decisamente meglio di quanto non sia stato finora.
È quanto si è concordato al termine della riunione della quinta commissione consiliare, tenutasi ieri ed aperta alle associazioni sportive, all'esito della quale si è pianificato un servizio meglio spalmato fra tutti gli impianti e, soprattutto, più equo.
Le società si relazioneranno direttamente con l'Ufficio sport del Comune, senza più avere rapporti di alcun tipo con i dirigenti scolastici, alcuni dei quali erano giunti a chiudere le palestre, dichiarandole «non a norma», altre a chiedere ai sodalizi contributi annuali, fino a 800 euro, per la copertura di non meglio precisate spese.
Adesso, invece, le società pagheranno secondo una tariffazione puntuale costituita da un costo forfettario mensile, stimato nell'ordine di 30/40 euro, per il pagamento delle utenze esclusivamente legate alle palestre: la stima è persino arrotondata per eccesso.
Qualora il denaro versato dovesse essere eccedente rispetto al fabbisogno, andrà a costituire un salvadanaio a disposizione del Comune per la manutenzione delle palestre stesse, laddove si registrino problemi di qualsiasi tipo: dalla sostituzione di una retina del basket alla riparazione di un eventuale danno procurato.
Erano presenti quattro dei cinque componenti della commissione: il presidente, Francesca Zitoli; i consiglieri, Patrizia Cormio, Nicola Lapi e Pasquale De Toma. Assente il quinto, Luciana Capone, alla riunione ha partecipato anche dirigente del settore, Caterina Navach.

