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Amet, intimazione dell'Autorità per il software obsoleto. Procacci, Trani a capo: «Servizi a rischio»

«Se Amiu piange, Amet non ride. Anzi, presto potremmo trovarci in piena emergenza»: è quanto afferma il capogruppo di Trani#ACapo Aldo Procacci, che già nell’ultima seduta di consiglio comunale ha avvertito l’amministrazione su quello che potrebbe accadere in seguito all’intimazione dell’autorità per l’energia elettrica ed il gas.

«Con la deliberazione 639 del 21 dicembre 2015», spiega Procacci, «l’Autorità ha intimato all’Amet di adeguare la propria organizzazione interna ai fini della corretta acquisizione e trasferimento dei dati di misura e a dotarsi di un nuovo software commerciale adeguato alle esigenze dell’autorità stessa. Sono almeno due anni che dipendenti, Rsu e sindacati chiedono un intervento in tal senso, ma l’immobilismo del management aziendale ha portato al provvedimento dell’Autorità, che ha fissato una scadenza ben precisa: 30 giugno 2016. È la data entro cui occorre un intervento per il ripristino della funzionalità dei concentratori legati all’attività di misura, mentre entro il 31dicembre 2016 occorre mettere in esercizio un nuovo software adeguato alle esigenze dell’Autorità».

«La necessità di una riorganizzazione interna e di un nuovo software, oltre ad un serio piano industriale», aggiunge Procacci, «erano alla base delle richieste dei sindacati nella fase di dichiarazione dello stato di agitazione che ormai si protrae da più di tre anni e su cui il Comune di Trani, nella persona del sindaco pro tempore, fa orecchie da mercante. Non si può più temporeggiare, anche perché l’autorità ha disposto un’attenta attività di monitoraggio finalizzata a verificare l’attuazione di ciò che è stato intimato».

«Se non si vuole arrivare ad una seconda Amiu», conclude Procacci, «occorre affrontare da subito il problema dell’inadeguatezza della governance di Amet, in particolar modo risolvere l’attuale confusione che vede l’amministratore delegato dimissionario, la mancanza di un membro dei tre previsti dallo Statuto e la gestione industriale abbandonata a se stessa. Si auspica che il 2016 e l’intimazione della Autorità accelerino questo processo di scelta».


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