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Tribunale di Trani nel caos, la Cgil: «Poca sicurezza e molti disagi. Accorpamento fallimentare, ma il Ministero nicchia»

Sulla sicurezza degli Uffici Giudiziari di Trani, la Cgil Bat scrive ai vertici del Ministero della Giustizia a Roma, al Presidente ed al Procuratore generale della Corte di Appello di Bari, al sindaco Amedeo Bottaro e per conoscenza al Presidente del Tribunale di Trani, al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale ed al Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Trani per sottolineare, ancora una volta, lo stato disastroso in cui versano gli immobili, ben otto, dove si amministra la Giustizia a Trani.

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Soprattutto con il cambio delle competenze relative alle spese per il funzionamento degli Uffici Giudiziari passate al Ministero della Giustizia, la carenza di sicurezza degli immobili si è fatta realmente seria e mina l’incolumità di tutti gli operatori giudiziari e dei cittadini che quotidianamente affollano in centinaia le aule del Tribunale.

In più circostanze, le Commissioni di manutenzione e la CGIL BAT hanno evidenziato alcune questioni a cominciare dalla mancanza delle certificazioni di agibilità e degli impianti, la mancanza delle planimetrie dei Palazzi, dei contratti di locazione e la carenza degli spazi, oggi ulteriormente aggravata con l’accorpamento, negli ultimi due anni, delle sezioni distaccate di Tribunale di Barletta, Canosa di Puglia, Molfetta e Ruvo di Puglia, oltre che degli Uffici del Giudice di Pace di Corato, Minervino Murge, Molfetta e Ruvo di Puglia. Senza dimenticare che tra circa un anno ci sarà anche l’accorpamento della ex sezione distaccata di Andria.

Negli immobili in cui si amministra la giustizia a Trani, di cui tre in locazione passiva ed uno adibito ad archivi, oramai insufficiente alle necessità, ci sono stanze di 10-15 mq in cui dipendenti e magistrati si accavallano, nel vero senso della parola: corridoi pieni di armadi e fascicoli, locali adibiti ad archivi non sufficienti e dove i fascicoli sono accatastati nei corridoi e negli anfratti degli stessi immobili.

La situazione di degrado è stata anche certificata dal Provveditorato delle Opere Pubbliche, che ha dichiarato una “somma urgenza” per interventi pari a 200 mila euro atti a salvaguardare dall’imminente pericolo derivante dallo stato di degrado degli immobili e che, è indubbio, proviene da diversi anni in cui il Comune di Trani ha omesso di operare nel rispetto delle necessità degli immobili adibiti ad Uffici Giudiziari. Per detti lavori si attende il nulla osta ministeriale da mesi.

Basti pensare che lo stesso Provveditorato ha stimato un costo per i lavori di straordinaria amministrazione in 4 milioni di euro. In più, “Palazzo Gadaleta” ha un deficit strutturale che lo porta ad essere utilizzato solo per il 30% degli spazi, in quanto il restante palazzo è sotto sequestro della magistratura e con l’interdizione all’accesso da ordinanza sindacale, persistendo problemi di stabilità.

Inoltre, cornicioni pericolanti e persiane arrugginite non hanno, solo per puro caso nel recente passato, fatto sì che avvenisse una tragedia tra le stradine del centro storico tranese. Non vi è notizia circa la manutenzione degli estintori, il cui contratto è scaduto il 15 settembre del 2015.

Da oltre tre mesi non viene fatta neanche l’ordinaria manutenzione dei locali, ed ecco che si assiste inermi a porte e finestre rotte, bagni inagibili, prese elettriche e corpi illuminanti non funzionanti, ecc…, oltre ad impianti di riscaldamento non in uso da tempo immemore, come quello di “Palazzo Nigretti” e di “Palazzo Gadaleta”.

In molti casi, per far fronte a situazioni di emergenza, lo stesso personale si è adoperato per risolvere in economia le necessità di manutenzione, come accaduto per l’eliminazione di porte in vetro pericolanti. Per ciò che concerne i contratti di somministrazione (pulizie, facchinaggio, ecc…) si sta navigando a vista, infatti si registrano solo proroghe mensili dei contratti già in essere con il Comune di Trani e che allo stato non sono soddisfano le necessità degli Uffici Giudiziari, con enorme disagio degli stessi lavoratori interessati che non conoscono il proprio futuro occupazionale.

Per di più, è bene essere chiari, ancora una volta, sulla riforma che ha previsto l’accorpamento degli Uffici Giudiziari, datata 12 settembre 2013. La stessa si è rilevata assolutamente fallimentare, come del resto più volte sottolineato dalla Cgil Bat: i costi sono aumentati e non diminuiti, basti pensare che i palazzi in cui si amministrava la giustizia nel territorio di Trani, e che sono stati chiusi, erano tutti comunali.

Inoltre, va sottolineato che tanti sono i procedimenti che si sono prescritti per via della rinnovazione delle notifiche che ha interessato gli accorpamenti e tanti cono ancora i cittadini che, per colpa di questa riforma non si vedono ancora riconosciuti i propri diritti. Pertanto, meno giustizia, meno diritti, meno servizi e meno sicurezza per i cittadini.

Infine, nella lettera si denuncia anche la carenza di figure professionali all’interno degli Uffici che abbiamo ruoli tecnici e che possano seguire la manutenzione e la contrattualistica, attività derivante dal passaggio dai Comuni al Ministero della gestione delle spese.

Invitiamo, dunque, tutte le autorità alle quali abbiamo scritto a contribuire per trovare una soluzione prossima e risolutiva alle problematiche che come Cgil Bat abbiamo, ancora una volta, sollevato.

Massimo Marcone - Segretario Cgil Bat

Luigi Antonucci - Segretario generale Cgil Bat


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