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Il Comune di Trani compra la corrente da Imola: un paradosso che ci costa, almeno, il 20 per cento in più

Una bolletta, se non astronomica, dell’importo decisamente superiore rispetto a quanto il Comune avrebbe pagato servendosi dalla sua azienda. Tuttavia, la fornitura per Palazzo di città, ed altre utenze pubbliche, non arriva da Amet, che pure quella corrente distribuisce, ma dalla Hera Comm, di Imola, che la vende.

Tutto nacque fra gli anni 2012 e 2013, quando il Consip aggiudicava una maxi gara nazionale fra tutti i fornitori per la vendita di energia elettrica agli enti pubblici. Il Comune di Trani si sarebbe dovuto per tempo attivare per le osservazioni preventive, facendo valere l'eventuale somministrazione di fornitura in house, ma rimase inerte. Pertanto, si andò a gara pubblica sulla piattaforma Consip ed il servizio fu aggiudicato alla Heracom.

Ne sarebbe scaturito, però, un aumento dei costi nella misura tra il 20 e il 25 per cento rispetto a quello che avremmo pagato se il fornitore fosse stato l’ex municipalizzata comunale. I maggiori costi sono soprattutto nella misura in cui la Hera Comm, a sua volta, riconosce all’Amet una somma per la proprietà della rete che serve ad alimentare le utenze pubbliche e, pertanto, quel costo che le viene imputato lo ricarica nella bolletta che presenta al Comune.

Peraltro, l’operazione sarebbe stata antieconomica anche con qualsiasi altro gestore perché, ovunque, le forniture avvenute con questa procedura, frutto dell’avvento del libero mercato, e che sulla carta sarebbero dovute servire a calmierare i prezzi, quasi sempre hanno sortito l’effetto contrario.

In particolare, per il periodo compreso tra il 24 aprile e il 31 dicembre 2015, il Comune, tramite una determinazione del dirigente dell'Area finanziaria, Grazia Marcucci, ha dovuto impegnare 615mila euro per la fornitura elettrica, in bassa e media tensione, di uffici comunali, giudiziari, scuole, semafori, pubblica illuminazione, di competenza dell'ente, in favore della Hera Comm.

Il dirigente, peraltro, ha chiesto chiarimenti circa il periodo di fatturazione tra il 24 aprile ed il 30 settembre, ma vi sarebbero anche altre anomalie in questo conto luce come, per esempio, la fornitura per gli Uffici giudiziari: infatti, a partire dal 1mo settembre le competenze sono passate in capo al Ministero della giustizia, ma il Comune paga ugualmente la fornitura da quella data fino al 31 dicembre, forse dimenticandosi che tale costo sarebbe a carico dello Stato.

Di questo argomento ha recentemente parlato in consiglio comunale l'ex candidato sindaco, ed oggi consigliere, Emanuele Tomasicchio, che ha anticipato una denuncia alla Sezione di controllo ed alla Procura della Corte dei conti.


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