Il presidente della Cna (Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola impresa) Bat, Michele De Marinis, ha scritto una lettera al presidente della provincia Bat, Francesco Spina, per chiedere la riduzione dell'addizionale Tari.
«Pur comprendendo le difficoltà finanziarie dell’ente provincia, a causa dei continui tagli operati dal governo centrale, le chiediamo formalmente, nell’ottica dello spirito di collaborazione sancito dal protocollo di intesa sottoscritto tra la provincia Bat e la scrivente Confederazione, di ridurre il precitato tributo provinciale, revocando l’aumento disposto con il richiamato provvedimento dello scorso settembre. Sono sempre più crescenti le difficoltà, per le imprese e per le famiglie, di corrispondere con puntualità tasse gravose, come ad esempio la Tari, che già di per sé è una tassa odiata da tutti i contribuenti per la sua iniqua parametrazione alle superfici degli immobili anziché alla effettiva produzione dei rifiuti, in conformità al principio comunitario “chi inquina paga”» scrive De Marinis.
«A ciò si aggiunga che la tassa rifiuti ha avuto negli ultimi anni un notevole aumento, e di conseguenza anche l’addizionale provinciale incide fortemente sul totale del tributo da corrispondere. Senza trascurare, poi, la circostanza che il tributo Tari, lungi dall’essere destinato solo ed esclusivamente a coprire le spese sostenute per il servizio pubblico di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti solidi urbani e assimilati, si è di fatto trasformato in una sorta di bancomat per i comuni che, snaturandone la finalità, lo hanno utilizzato anche per sanare i deficit dei propri bilanci o di quelli delle loro aziende partecipate. Per non tacere, in ultimo, della diffusa applicazione illegittima della Tari per quanto riguarda le imprese artigiane» incalza il presidente della Cna Bat.
«Un recente studio elaborato dalla Cna nazionale ha stimato che, nel 2015, le imprese hanno sostenuto un maggior costo pari a un miliardo di euro sui rifiuti che già vengono autonomamente avviati allo smaltimento in ottemperanza alle specifiche normative di settore: in buona sostanza, tali aziende sono costrette a pagare due volte lo smaltimento dei rifiuti. Per questi motivi, attendiamo fiduciosi un suo positivo riscontro a questa nostra richiesta» conclude De Marinis.
