«Una vicenda davvero spiacevole, che sta interessando uno degli ultimi locali simbolo per tanti giovani del nostro territorio. Una questione complessa che, di certo, necessita dei dovuti approfondimenti del caso. L’auspicio è che, in queste ore, tutte le parti interessate si impegnino seriamente per trovare le soluzioni più opportune per evitare la chiusura di uno dei luoghi storici della movida del nostro territorio. Tutti gli sforzi salvaguardare quei giovani imprenditori, impegnati quotidianamente a fare impresa, e i tanti lavoratori di questo locale che rischiano seriamente il posto di lavoro».
Così Luigi De Mucci, coordinatore provinciale di Forza Italia, commentando il caso Lampara, scoppiato improvvisamente con l’ordinanza di sgombero emanata dal dirigente dell’Area lavori pubblici del Comune di Trani, Giovanni Didonna.
Come già illustrato ieri, il Comune, proprietario dell’immobile, ha ingiunto al gestore uscente della struttura pagamenti di fitti arretrati per 208mila euro. Nel frattempo, quel soggetto aveva ceduto il ramo d’azienda ai suoi ex dipendenti, intanto costituitisi in cooperativa e quindi subentrati come conduttori: il gestore sopravvenuto sta puntualmente riconoscendo al Comune un fitto maggiorato, che comprende la quota mensile fissa ed una parte del debito contratto da chi c’era prima.
Ciononostante, il dirigente ha ritenuto non legittimo il subentro a suo tempo realizzato e ha intimato lo sfratto entro sessanta giorni. Il provvedimento, tuttavia, dovrebbe essere impugnato dalla cooperativa, che continua a programmare regolarmente gli eventi in programma presso il locale, evidentemente sicura del fatto suo.

