Sono quindici le richieste di rinvio a giudizio formulate dal pubblico ministero Michele Ruggiero, titolare dell’inchiesta sul fotovoltaico, la cui chiusura delle indagini era avvenuta il 14 ottobre 2014: le valuterà, il prossimo 18 giugno, il Gup Francesco Messina. Nove, invece, gli indagati per i quali lo stesso sostituto ha chiesto l’archiviazione della posizione.
Nell’eventuale processo, sia il Comune di Trani, sia il Ministero dell’Economia potranno costituirsi come persone offese.
Fra le richieste di giudizio, quella concernente l’ex dirigente dell’Ufficio tecnico, Giuseppe Affatato, che avrebbe rilasciato concessioni per l’installazione di impianti fotovoltaici in cambio di favori o promesse di favori, anche per il tramite di terzi, come pure royalty, ritenute dall’accusa esorbitanti, per circa 900mila euro, giudicate quali «l’indebita utilità posta a disposizione in corrispettivo dello sblocco della situazione di stallo precedentemente determinata dal dirigente».
L’accusa, che è corruzione, riguarda, anche il molisano Mario Taddei ed i tranesi Marco Di Martino, Vincenzo Di Gennaro, Felice Nicola Covelli.
Quest’ultimo, ex presidente di Amet, figura nell’inchiesta quale socio di maggioranza, e per un certo periodo anche legale rappresentante di una delle società interessate alla realizzazione di un campo fotovoltaico lungo la Trani-Corato.
Quanto ai primi tre imprenditori, l’ipotesi è avere costituito un’associazione per delinquere «al fine di commettere un indeterminato numero di reati di falso ideologico e truffa aggravata, in modo da far conseguire erogazioni pubbliche a distinte società titolari di altrettanti impianti fotovoltaici di potenza nominale inferiore ad 1 megawatt, localizzati su particelle contigue».
Una tattica, quella del frazionamento, considerata illegittima perché utile a beneficiare degli incentivi statali previsti dal cosiddetto “Conto energia” e, contemporaneamente, eludere l’Autorizzazione unica regionale, obbligatoria per le produzioni superiori ad 1 megawatt, ed ottenere un più agevole nullaosta dall’ente locale.
Per la cronaca, questi i destinatari di richiesta di rinvio a giudizio: Marco Di Martino, Vincenzo Di Gennaro, Antonio Nunziata (lucano residente in Germania), Mario Claudio Forese (di Foggia), Tommaso Cormio, Mario Taddei (della provincia di Isernia), Luigi D’Ambrosio (di Minervino Murge), Emanuele Sassi, Raffaele Labarile (di Acquaviva delle Fonti), Giuseppe Affatato, Paolo Di Lernia (funzionario pro tempore dell’Ufficio Tecnico del Comune di Trani, istruttore della pratiche Dia oggetto dell’inchiesta), Paola Friggione, Felice Nicola Covelli.
Questi, invece, gli indagati per i quali vi è richiesta di archiviazione: Michele Giannotti, Maria Francesca Di Martino, Ludovica Di Martino (entrambe di Napoli), Umberto Piacquadio (nato in Germania ma residente a Lucera), Fabrizio Cuccovillo (di Bari), Hans Peter Rudolf Faessler (nato in Svizzera ma residente a Milano), Guido Sciuto (della provincia di Enna), Fabrizio Chiaverini (di Camogli), Libero Drago (di Genova).
(Fonte, La gazzetta del mezzogiorno)

