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La libertà oltre l'orrore: la lezione umana di Franco Schönheit ai ragazzi di Trani

Non lasciarsi abbattere dall’orrore vissuto, e raccontarlo ai giovani perché ne facciano tesoro: questo il più grande insegnamento che ha lasciato ai ragazzi Franco Schönheit, un sopravvissuto ai campi di concentramento, stamane nell'incontro tenutosi presso la sala Ronchi della biblioteca comunale di Trani e che ha visto protagonisti alcuni alunni delle scuole medie Rocca e Baldassarre e del liceo musicale Opera di Barletta.

Schönheit è uno dei soli cinque ferraresi sopravvissuti alla Shoah, tornato insieme al padre dal campo di concentramento di Buchenwald, nella Germania orientale, e a sua madre che si trovava in un campo femminile: «Nel mondo stanno succedendo ancora cose orribili: non c’è nessun miglioramento, anzi c’è addirittura un peggioramento -  ci dice - . Non mi sarei mai aspettato che oggi si parlasse delle stesse cose delle quali parlava Hitler. Gli ebrei sono un’assoluta minoranza in Italia, quindi non si vede questo accanimento razzistico nei confronti degli ebrei. Un accanimento che non comprendevo allora, quando mi cacciarono dalla scuola (perché deportato, ndr), e non comprendo ora».

A raccontare la storia di un sopravvissuto, Rosa De Feo nel libro “La libertà oltre il bosco dei faggi”: «Scrivere la memoria significa soprattutto fare in modo che i ragazzi non dimentichino troppo in fretta. Franco è stato zitto tantissimi anni, non voleva parlare. Nel mio libro non sono io che scrivo, ma lui che risponde alle mie domande, nel suo linguaggio semplice».

Gabriella Catacchio, dirigente scolastica dell’istituto Baldassarre, è intervenuta dicendo: «Il titolo di questo libro è meraviglioso, è un invito alla libertà, una parola che significa proprio “andare oltre” la retorica, non circoscrivere la memoria al 27 gennaio (la giornata di commemorazione delle vittime dell’olocausto, ndr)». 

Questo il commento del dirigente degli istituti Bovio e Rocca, Antonio De Salvia, che ha prima voluto abbracciare Franco Schönheit: «Voi sarete responsabili di ciò che farete, e non delle competenze che avrete. Noi adulti vi stiamo lasciando un mondo inquinato, se pensate che il 4 per cento della ricchezza è destinato agli armamenti».

È intervenuto anche Francesco Lotoro, responsabile della comunità ebraica di Trani: «L’olocausto non ci ha fatto perdere né la fede né la dignità, nessuno di noi si è immolato a questa tragedia. Aiutateci a stare tra di voi» ha detto.

I ragazzi hanno visto un cartone animato realizzato da una classe della scuola materna Mazzini di Bari, la cui dirigente scolastica, Maria Dentamaro ha rimarcato l'importanza della testimonianza.

Ha coordinato l’incontro Enrica Simonetti, giornalista de La Gazzetta del Mezzogiorno. Sono intervenute anche l’assessore alla cultura, Grazia Distaso, la responsabile della biblioteca Bovio, Daniela Pellegrino.

I ragazzi hanno appreso davvero la lezione umana di Schönheit ma è evidente che onorare la memoria di questi orrori non basta. Nel continente africano, oggi, ci sono venticinque Paesi in guerra, in Asia sono in corso otto guerre, diverse in Medio Oriente (uno su tutti, il conflitto arabo-israeliano), almeno tre in Eurasia, guerre civili in America del Sud: l’olocausto è ancora sotto i nostri occhi. E quel che è peggio, molte di queste guerre sono mascherate dalla religione. In realtà, sono solo guerre di potere.

Federica G. Porcelli

(articolo completo sul prossimo numero de Il giornale di Trani)

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