Ripercorrere la storia del migliore cinema italiano, da quello più scanzonato e divertente a quello più impegnativo, attraverso le colonne sonore: ci sono riusciti Antonio Piccialli e la sua band, nel concerto tenutosi ieri presso il circolo del cinema Dino Risi di Trani, non prima che venisse dedicato qualche minuto di applausi, doverosamente, al grande maestro Ettore Scola.
Antonio Piccialli al pianoforte, Luciano Palmitessa alla tromba e al flicorno (uno strumento che, come spiega lo stesso musicista, ha un suono meno greve rispetto alla tromba), Giambattista Ciliberti al clarinetto e sax, Luca Lorusso alle percussioni, Giovanni Astorino al basso elettrico, hanno dato vito a “Cinerama, note italiane”.
“O rugido do leao”, di Piero Piccioni dal grande film “Finché c’è guerra c’è speranza” del mitico Sordi (1974) un film ancora attualissimo; “Suite” di Nino Rota; “La città delle donne” di Luis Bacalov, dal film omonimo di Fellini (1980); “Profumo di donna” dell’indimenticabile Armando Trovajoli, dell’omonimo film di Dino Risi (1974); "Il postino" di Luis Bacalov, dall'omonimo film di Michael Radford (1994) con il grandissimo Massimo Troisi: sono solo alcuni dei grandi classici suonati dal maestro Piccialli e dalla sua band.
Non sono mancati, ovviamente, i pezzi del compositore che della musica da cinema ha fatto la sua fortuna, Ennio Morricone, come “Ninna nanna in blu” dal film “Il gatto a nove code” di Dario Argento (1971), “Un sacco bello” dal film omonimo di Carlo Verdone (1980), “Marcetta popolare” sempre da un film di Verdone, “Bianco, rosso e verdone” (1981).
Alcune musiche, come hanno potuto apprezzare gli astanti e come ha sottolineato Lorenzo Procacci Leone «sono superiori alla qualità dei film». È il caso di “L’insegnante viene a casa” composta da Franco Campanino per l’omonimo film di Michele Massimo Tarantini (1979).
Non è potuta mancare l’orecchiabile “Mah na mah na” di Piero Umiliani, dal film “Svezia, inferno e paradiso” di Luigi Scattini del 1968. A sorpresa, poi, la band ha suonato “La vita è bella”, che ha donato la statuetta dell’Oscar a Nicola Piovani, colonna sonora dell’omonimo film di Roberto Benigni (1999).
Una grande serata di musica e di ricordi per gli uditori del circolo del cinema Dino Risi. Serata voluta fortemente da Procacci Leone, che si è divertito anche a fischiettare il motivetto di “Un sacco bello”, Musicisti in sintonia, divertenti e divertiti. Chissà che il circolo non porti fortuna a Morricone, in lizza agli Oscar per la migliore colonna sonora del film di Quentin Tarantino “The Hateful Eight”. Ma nel frattempo, un grande applauso va a Piccialli, alla sua band e al circolo Dino Risi.
Federica G. Porcelli






