Il caso ha voluto che, invitato già in tempi non sospetti come addetto ai lavori, per arricchire confronto della tavola rotonda sulle finanze del Comune, a poche ore dalla manifestazione Luca Lignola sia stato nominato assessore al bilancio.
L’interessato, però, non ha fatto una piega e s’è presentato ugualmente all’incontro con il movimento Trani a capo, ovviamente nella nuova veste istituzionale, benché il sindaco, Amedeo Bottaro, non l'abbia ancora ufficialmente presentato: la circostanza avverrà stamani, alle 11, a Palazzo di città, e riguarderà anche l’assessore alll’ambiente, Michele di Gregorio.
Pur non conoscendo in questo momento dal di dentro la situazione, Lignola ha mostrato disponibilità all'ascolto dei problemi sollevati da Trani a capo, nel corso di uno dei momenti della festa celebrata nel corso della giornata di ieri, per il primo anniversario del movimento.
Da un 24 gennaio ad un altro, molte cose sono successe, molte anche cambiate e secondi il fondatore del Movimento, Antonio Procacci, che ne è stato il candidato sindaco, «è stato un anno straordinario, per quanto ci riguarda, perché, dal nulla, abbiamo fondato una realtà che oggi, credo, sia indiscutibilmente un attore della scena politica cittadina. Una realtà che è composta da cittadini “normali” e che non si è dispersa dopo le elezioni. Ecco, la cosa più bella in assoluto è che, mentre siamo abituati a gruppi che nascono e muoiono con le elezioni, soprattutto quando poi non si è vincenti, da noi invece tutto è rimasto intatto, a dimostrazione della grandissima partecipazione e voglia di incidere sul futuro di questa città e vigilare su quello che fanno le amministrazioni. Ed è quello che stiamo facendo con l'amministrazione Bottaro».
Trani a capo viene accusato come il movimento che protesta, denuncia e non propone mai, «ma il nostro ruolo, per quello che è il mandato che ci hanno dato gli elettori – è proprio vigilare, denunciare e tutelare gli interessi dei tranesi. Noi siamo in consiglio comunale per questa ragione e, quando saremo chiamati a governare, governeremo. Peraltro, le nostre proposte sono contenute in un programma elettorale che non era un mero esercizio retorico e, purtroppo, ancora oggi sono assolutamente attuali».
Ma in cosa Bottaro avrebbe, in soli sei mesi, già tradito la fiducia ai cittadini? «In tantissime cose – risponde senza esitazioni Procacci -. Intanto il cambio promesso non c'è stato. Al di là degli assessori, su cui si potrebbe aprire una bellissima pagina, gli altri sono rimasti gli stessi, a cominciare dai dirigenti confermati e dai vertici delle aziende, confermati anche quelli, soprattutto all’Amiu. Il cambio non c’è stato nei nomi e neanche nei metodi, perché continuiamo a leggere le stesse cose che leggevamo prima negli atti: gare non fatte per motivi di urgenza, perché a Trani tutto è assolutamente urgente e, quindi, si evita di fare le gare d'appalto e si preferiscono affidamenti sotto soglia fra diretti e proroghe. E nelle aziende partecipate la situazione è persino peggiorata: una vicenda come quella delle dieci assunzioni è il modo migliore per dimostrare che tutto è cambiato per non cambiare nulla»

















