«Avv. Bottaro, Avv. Ferrante, Avv. di Gregorio, Avv. Ventura, Avv. Amoruso, Avv. Loconte, Avv. Nenna, Avv. Lovecchio, Avv. Tomasicchio, Avv. Florio, Avv. Papagni»: si rivolge a tutti gli avvocati che rivestono ruoli a Palazzo di Città, Maria Grazia Cinquepalmi, legale e consigliere comunale di Trani a capo, per risolvere il problema di palazzo Gadaleta, l'immobile sede del Tribunale fallimentare di Trani che versa in situazione di degrado.
«Vi invito a sostenere il Presidente del Tribunale, dott. Bortone, affinché si possa risolvere il problema degli Uffici Giudiziari. Il "caos" di Palazzo Gadaleta è una "nostra" responsabilità e non possiamo permettere che il Tribunale si trasferisca ad Andria o Barletta, ripetendo lo stesso errore fatto con l'Ospedale di Trani. Credo che si debba, tutti e al di là delle diverse correnti politiche, tutelare la sede di Trani del Tribunale che conferisce innegabile prestigio alla nostra città» scrive Cinquepalmi.
Non sarebbe da escludere, a questo punto, l'opzione della scuola De Bello, fa notare Cinquepalmi: «Se l'ex scuola De Bello costituisce la soluzione occorre mettere a disposizione tale edificio, immediatamente e senza indugio. Non è vero nè sostenibile che la responsabilità di quanto sta accadendo non sia di competenza del Comune di Trani ma esclusivamente del Ministero di Giustizia. Il Comune di Trani deve mettere a disposizione gli immobili idonei perché quelli attuali sono tutti fatiscenti e privi di contratti di manutenzione. Non si può attendere oltre. Ripeto: è una "nostra" precisa responsabilità. La soluzione è improrogabile». Nell'edificio però, era quasi dato per certo che ci sarebbe andato il liceo musicale paritario "L'Opera" di Barletta.
A margine della nota, l'avvocatessa aggiunge una soluzione che definisce "immediata": «Con 500 euro di spesa (anche meno) si può potenziare il contatore di energia elettrica al fine di utilizzare i condizionatori d'aria di cui sono dotati tutti gli uffici e dismettere l'obsoleto impianto di riscaldamento che ha provocato la perdita di acqua e la sospensione dell'utilizzo dell'ascensore (l'allagamento si è verificato nella sala macchine - che va bonificata - dell'ascensore che è perfettamente funzionante ma è stato staccato per prudenza). Urge l'intervento del Sindaco».
Federica G. Porcelli

