Le ultime analisi chimiche effettuate presso la discarica di Trani nell'ambito del piano di caratterizzazione, in merito alla presenza di metalli nei campioni d’acqua prelevati dai pozzi a servizio della stessa, hanno fatto registrare i dati di inquinamento più bassi da quando si è verificata l'emergenza seguita all'incidente che ha determinato la chiusura dell'impianto, avvenuta il 4 settembre 2014.
Infatti, nei prelievi effettuati il 7 e 22 dicembre, con analisi rilasciate rispettivamente il 18 dicembre e 13 gennaio, la società Allkema, nella persona del professor Gaetano Nuovo, fa sapere che soltanto per quattrio metalli, in entrambe le occasioni, i valori di legge sono stati - e quasi sempre di poco – superati.
Nella prima analisi sono oltre la soglia l'arsenico (con 14,9 mg per litro, a fronte di 10), il nichel (20,1 contro 20) ed il manganese (52,6 contro 50).
Nella seconda analisi, l'arsenico risulta superiore di 13 grammi rispetto alla norma (23 contro 10), il ferro è tornato a salire a quota 547,5 (contro 200) ed il nichel è a 24,2 (contro 20).
Nel confronto con le analisi precedenti, effettuate a novembre, sembra evincersi che alcuni valori si siano stabilizzati, mentre continua ad oscillare molto quello del ferro.

