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Il "comizio d'amore" di Veneziani a Trani: «Non c'è Italia senza storia, cultura e bellezza»

«Il concetto di bellezza è fondamentale per la rinascita dell'Italia». Questo, e molto altro, ha affermato Marcello Veneziani, nella manifestazione di ieri sera al Polo museale di Trani, il «Comizio d’amore» a margine del quale è avvenuta anche la presentazione della neonata associazione giovanile Pro patria, aperta da Francesco Tomasicchio.

«Per inquadrare l'Italia bisogna avere una visione della mente e del cuore, non soltanto del corpo – ha detto l’autore biscegliese -. L'Italia è il paese dell'inutile, segnato dalla bellezza. La bellezza è ferma e inerte, il brutto è in movimento. La grande scommessa del nostro paese è animare la bellezza. La bellezza è statica, il brutto è mobile».

Per invertire la rotta, «dobbiamo ripercorrere il cammino dell'Italia attraverso la storia accanto alla quotidianità. L'Italia si trova compressa dalle attività degli altri Stati, e Renzi ha creato l'illusione di una rinascita in Italia. Ma la politica in Italia rappresenta la quotidianità, non evoca una storia. Noi viviamo nella dittatura del presente, non siamo connessi al passato ed al futuro. Repubblica vuole dire che l'Italia è di tutti, ma parlare di Repubblica è poco e, allora, parliamo di patria».

Proseguendo nel monologo, Veneziani ha spiegato che «l'Italia era data morta già prima che nascesse (Rinscimento e Risorgimento). Abbiamo sempre avuto nella storia e nella letteratura questa percezione di orfanità, come se la morte avesse preceduto la nascita. L'Italia nasce come nazione culturale, prima che politica. Lo Stato non c'era. L'atto costitutivo della nascita Italiana è la cultura. La nostra è una nazione culturale. La nazione Italiana è nata cento anni fa, nella prima guerra mondiale, perché in quel momento tutti combatterono per l'Italia ed il popolo si sentiva unito». 

Ma come avvertiamo il concetto di patria oggi? «Si ha della patria un'idea perimetrale – è la tesi di Veneziani -, ma a noi non interessa il perimetro bensì il cuore dell'Italia, quella fatta dalle persone vere, da ciò che siamo».

Il titolo della serata, “Comizio d’amore”, è mutuato da Pasolini «perché mira a ravvivare la bellezza dell'Italia. Il comizio era importante, un luogo in cui ci si sentiva un popolo unito senza distinzione. L'amore indica un sentimento radicato, fondamentale. Insieme significa "parlare dell'Italia».

Fra gli applausi di una platea folta e coinvolta, Veneziani ha proseguito affermando che «oggi ci sono due Italie diverse: italiani per caso e italiani per destino. Quelli per caso dicono che nascere in Italia è stata una coincidenza. Chi si sente italiano per destino si assume sulle proprie spalle la croce e la delizia del proprio paese. Bisogna parlare dell'Italia come "spirito di nascita" che proietta nel futuro, bisogna dare a questo paese questa scossa. Quando ci si accorge che un paese si sta perdendo si ricomincia da zero, è questa la scommessa che dobbiamo fare con noi stessi».

Chiara Aurora


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