Nell’attesa dell’inaugurazione ufficiale, ormai prossima, il Polo museale di piazza Duomo continua ad annoverare ospiti illustri, che non perdono occasione per deviare le loro rotte verso Trani e godersi lo spettacolo di Palazzo Lodispoto e, segnatamente, del Museo delle macchine per scrivere, autentico valore aggiunto che la Fondazione Seca ha apportato al già famoso Museo diocesano.
L’ultimo visitatore particolarmente degno di nota è stato l’ex presidente della Federazione italiana giuoco calcio, Giancarlo Abete, che ha ammirato i due livelli dell’esposizione curata ed illustrata dal cavalier Natale Pagano.
Anche il noto dirigente federale è rimasto letteralmente folgorato dagli oltre quattrocento pezzi esposti al pubblico e, durante la visita, si è soffermato soprattutto su quelli che hanno incrociato la storia del calcio, vale a dire le macchine per scrivere utilizzate dai grandi inviati quali Gianni Brera, Candido Cannavò, Gianpaolo Ormezzano, Gianni Mura, giusto per citare alcuni fra i più famosi.
Abete non ha mancato di accostare i successi della Nazionale a quelli della Olivetti, l’autentica maglia azzurra del settore, l’azienda che ha tenuto alto per quasi un secolo il nome dell’Italia nella galassia della scrittura meccanica, prima, ed elettronica, poi. Ed alla produzione Olivetti, infatti, è dedicato un intero livello del Polo museale. L’altro, invece, ospita le macchine per scrivere da tutto il mondo, compresi alcuni pezzi pregiati pressoché introvabili sul mercato.


