«Il procuratore della Repubblica propone alla Conferenza permanente di trasmettere al Ministero un’esauriente relazione sulla situazione di degrado in cui versano gli immobili comunali, nonché, essendo il Comune titolare dell'immobile e responsabile per le situazioni pregresse di degrado che si trascinano ormai da anni, senza che sia stato realizzato alcun intervento risolutivo, e quindi prima dell'entrata in vigore delle disposizioni (che hanno determinato il passaggio delle competenze al Ministero della giustizia, ndr), diffidarlo a rimuovere tali situazioni e quindi effettuare i necessari lavori di manutenzione, ovvero mettere a disposizione altri immobili adeguati, in quanto, allo stato non è possibile prendere in carico immobili non idonei all'uso. In caso di riscontro negativo, propone di abbandonare gli immobili tuttora occupati e proporre al Ministero di ricercare altre soluzioni logistiche, anche fuori del Comune di Trani».
Queste le dichiarazioni che il procuratore della Repubblica, Carlo Maria Capristo, faceva mettere a verbale della Conferenza permanente dello scorso 23 agosto: per la prima volta, nero su bianco, si ipotizza che il Tribunale vada via da Trani. Un passaggio che non è sfuggito a molti addetti ai lavori e non può più apparire come una mera provocazione. Soprattutto oggi, in un momento in cui la situazione del Tribunale di Trani appare particolarmente critica, e persino peggiorata, soprattutto con riferimento a Palazzo Gadaleta.
E colpisce il fatto che anche il presidente del Tribunale, Filippo Bortone, abbia confermato ai microfoni di Radio Bombo che potrebbe essere in atto un disegno per portare via gli Uffici giudiziari da Trani: «Se ne parla, in quanto noi siamo preoccupati dalla mancanza di tempestivi interventi ministeriali, per cui questa specie di inerzia, questa lentezza è sospetta e naturalmente ci preoccupa e ci fa stare in uno stato di allarme continuo».

