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Comune di Trani, via i rami secchi. Amet cerca un socio per l'energia e lascia parcheggi e darsena. Addio Aigs e Fondazione, via dal Patto

A distanza di oltre un mese dall'approvazione in giunta, avvenuta il 31 dicembre scorso, è finalmente pubblico il Piano di razionalizzazione delle aziende partecipate.

Si tratta di uno strumento non solo già previsto per legge per il contenimento dei costi di un Comune che possegga o sia presente in società, ma, soprattutto, richiesto dalla Sezione di controllo della Corte dei conti nell'ambito del serrato confronto con l’ente a seguito delle note criticità finanziarie.

La premessa del piano è tenere conto di alcuni criteri di massima: «Eliminazione delle società e partecipazioni societarie, non indispensabili a proseguimento delle proprie finalità istituzionali, anche mediante messa in liquidazione o cessione; soppressione delle società che risultino composte da soli amministratori o da un numero di amministratori superiori a quello dei dipendenti; eliminazione delle partecipazioni detenute in società che svolgono attività analoghe o similari a quelle svolte da altre società partecipate, o enti pubblici strumentali, anche mediante operazioni di fusione o internalizzazione delle funzioni; aggregazione di società e servizi pubblici locali di rilevanza economica; contenimento dei costi di funzionamento anche mediante riorganizzazione degli organi amministrativi e controllo delle strutture aziendali, nonché riduzione delle relative remunerazioni».

Il piano prevede che, entro il 31 marzo prossimo, il Comune predisponga una relazione sui risultati conseguiti, la trasmetta alla Corte dei conti e vada in consiglio comunale per le ulteriori determinazioni.

Questi i progetti previsti dal Piano di razionalizzazione.

AMET

I massimi obiettivi sono nel campo dell'energia: «Ristrutturazione e risanamento aziendale; tenere conto di quanto sarà messo dalla due diligence; valutare l'opportunità di cedere una quota del capitale non prima di avere avuto un proficuo confronto con il management interno dell'azienda, per conoscere le prospettive di rilancio della società che devono essere rappresentate per mezzo di un piano industriale». In ogni caso, «andare alla ricerca di un partner forte finanziariamente e tecnicamente, cui eventualmente affidare temporaneamente la sola gestione della rete, ovvero cedere quote societarie in misura minoritaria. Tale partner deve essere in grado di mettere capitali e tecnicità per permettere alla società di rilanciarsi sul mercato garantendo al Comune di Trani una costante distribuzione di utili.L’ingresso di un nuovo partner dovrebbe dare la possibilità alla società di entrare anche nel mercato delle energie rinnovabili, sia nel settore fotovoltaico, sia nel settore della biomassa o biogas».

Per il trasporto pubblico locale, sempre in virtù di quanto sarà emesso dalla due diligence, «dipenderanno una serie di scelte consequenziali, prima fra tutte e valutare concretamente la dismissione o il rilancio del servizio di trasporto pubblico locale, scolastico e diversamente abili».

Per i parcheggi, si prevede che la società non continui a gestirli, facendo salva la possibilità per Amet di procedere alla gestione dei parcheggi unitamente al completamento e gestione di quello interrato di piazza XX Settembre.

Per la darsena, si prevede che la società non continui a gestire il servizio.

AMIU

L’orientamento è affidare il servizio in house providing e, più precisamente, operare la scissione del ramo impianti dalla gestione del servizio, per la costituzione di un soggetto unico per la gestione del servizio, a totale partecipazione pubblica, in possesso dei requisiti per l'affidamento in house.

STP

Il Comune manterrà la partecipazione, ma la permanenza nella società è legata anche alla presentazione, da parte del management aziendale, di un piano industriale di rilancio della stessa «e, soprattutto, che tenga conto dei servizi erogati a favore della collettività tranese e minori costi dei servizi a seguito di un’ottimizzazione degli stessi, secondo lo spirito della normativa e avendo come la creazione di partnership pubbliche per la valorizzazione delle eccellenze del territorio».

AIGS

La società è in liquidazione e l'amministrazione comunale si farà carico di «chiedere lo stato di fallimento al Tribunale, sebbene da anni sia stato nominato un liquidatore e nonostante siano state approvate diverse delibere dei vari commissari prefettizi che, dal 2006, si sono succeduti alla guida dell'ente».

FONDAZIONE IDEA GRECCA DEL CARRETTO

La fondazione non ha mai avuto una startup, non c'è nulla agli atti e, pertanto, l'unica azione è riprendersi l'immobile, che dovrà transitare nuovamente al patrimonio comunale, quindi sciogliere la fondazione.

GAL PONTE LAMA

Il Comune di Trani resterà all'interno della compagine, ma, anche considerato l'orientamento della Regione Puglia di definire meglio gli ambiti territoriali, vuole «usufruire di una progettualità più utile al territorio. Diversamente, si potrebbe anche valutare l'uscita dalla società».

AGENZIA PER L’OCCUPAZIONE NORD BARESE OFANTINO

Il Comune di Trani fa sapere che, «ove mai non ci sia un progetto di ristrutturazione e rilancio dell'agenzia, dismetterà la partecipazione nella stessa con modalità e tempi previsti dallo Statuto». Negli ultimi cinque anni, infatti, l'agenzia risulterebbe essere stata pressoché ferma con i suoi progetti.


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