Il Movimento 5 stelle di Trani ha depositato presso la presidenza del consiglio comunale una proposta di delibera per l'istituzione del regolamento delle unioni civili mediante apposito registro.
«Il nostro è un contributo concreto e propositivo che ci auguriamo veda il supporto di altri consiglieri comunali affinché i diritti civili delle coppie di fatto vengano affermati al di là di ogni schieramento», scrivono le due firmatarie del documento, Antonella Papagni e Luisa Di Lernia, che qualche settimana fa avevano risposto, insieme all'Arci di Trani, all'appello lanciato dall'Arcigay, "Svegliati Italia".
In Italia, sono in tutto 327 i comuni nei quali è stato approvato un registro delle unioni civili. Pochi quelli del Centro e del Sud: Bagheria, Palermo, Macerata, Ancona, alcuni comuni del Lazio, Napoli, Portici, Messina, Bari e altri. Nella Bat, hanno approvato il registro San Ferdinando di Puglia, dove le coppie di fatto vedono riconosciuti i propri diritti a partire dal 2012, e Barletta, nel 2014.
Le due consiglieri comunali pentastellate chiedono che al registro delle unioni civili possano iscriversi persone maggiorenni di sesso diverso o dello stesso sesso, residenti e coabitanti nel Comune di Trani, senza parentela tra loro. Questo permetterebbe alle "coppie di fatto" di poter intervenire insieme sui diritti l'uno dell'altro.
Federica G. Porcelli

