Già dallo scorso mese di novembre l’Ufficio ragioneria si era attivato sulla questione della fornitura di energia elettrica agli immobili comunali. Il caso era stato sollevato in consiglio comunale dall’ex candidato sindaco, Emanuele Tomasicchio, che si chiedeva pubblicamente come fosse possibile che il Comune di Trani, nonostante sia socio unico di Amet Spa, si faccia fornire l'energia elettrica da un'azienda, nella fattispecie la Hera Comm, che ha sede nella lontana Emilia Romagna. In realtà, come si è compreso dai successivi chiarimenti, la società emiliana si è aggiudicata una gara nazionale per la fornitura di energia elettrica in favore degli enti locali in regime di servizio tutelato.
Ma soprattutto, da quanto si evince dagli atti, la stessa Area finanziaria del Comune aveva tempestivamente risposto alle perplessità sollevate dal consigliere Tomasicchio: «L’Ufficio ragioneria svolge la sola liquidazione delle fatture della società - precisa il dirigente, Grazia Marcucci, relative alla fornitura di energia elettrica presso gli immobili utilizzati dall'ente. E nulla risulta agli atti di quest’ufficio relativamente al rapporto contrattuale tra il Comune e la Hera Comm».
In ogni caso, «da un’attenta lettura dei dati inseriti in fattura – fa sapere il dirigente - si è potuto constatare che il Comune di Trani, nell'ambito della fornitura di energia elettrica, è soggetto al regime di salvaguardia a partire dal 1mo gennaio 2011, e la società Hera Comm risulta, a seguito di procedura concorsuale pubblica, essere stata individuata quale esercente il servizio di salvaguardia per la Puglia per il triennio che va dal 1mo gennaio 2011 al 31 dicembre 2013, e per il successivo triennio fino al 31 dicembre 2016».
Il servizio di salvaguardia, previsto dall’apposito decreto legge del 2007, garantisce la continuità della fornitura dell'energia elettrica ai clienti di medie e grandi dimensioni che, dopo la liberalizzazione del mercato dell'energia, non hanno scelto un fornitore nel mercato libero o, per qualsiasi motivo, sono rimasti senza fornitore: «L’esempio tipico – illustra il dirigente - è rappresentato dalla risoluzione del contratto da parte del venditore di energia, a causa della morosità del cliente». Peraltro, nel 2014 la giunta comunale aveva assegnato la competenza delle utenze all’Area lavori pubblici, «e si resta pertanto nell’attesa di passare la documentazione relativa al settore competente», conferma e conclude il dirigente.
