Oggi, giovedì 11 febbraio, alle 19, presso la Biblioteca comunale “Giovanni Bovio” di Trani, si terrà la presentazione del volume di Riccardo Riccardi “Una famiglia borghese meridionale - i Porro di Andria” che narra la storia del noto eccidio delle sorelle Porro al termine del secondo conflitto mondiale ad Andria e le dinamiche storiche e sociali della borghesia agraria in Puglia.
L'evento è organizzato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Trani in collaborazione con la F.I.D.A.P.A., sezione di Trani, e con l'associazione culturale Traninostra.
Dalla quarta di copertina: «Si è molto parlato e discusso dell’eccidio delle sorelle Porro, compiuto in quel fatidico 7 marzo del 1946 ad Andria – popolosa città contadina della Puglia latifondistica – per mano di una folla straziata dalla fame, ma anche da indirizzi politici rivoluzionari in voga subito nel secondo dopoguerra, al contrario ancor poco si è indagato sulla formazione sociale ed economica della borghesia agraria pugliese e dell’intero Mezzogiorno.
Oggi questo lavoro, calato nella realtà storica, economica e sociale andriese, mette a fuoco quasi tre secoli della dinastia Porro. Come la maggior parte delle famiglie della borghesia pugliese e meridionale, i Porro non hanno radici nell’antica nobiltà del sangue, ma pur d’estrazione rurale, costruiscono – all’ombra della grande proprietà del patriziato cittadino e del clero una spettacolare vicenda di mobilità della ricchezza. La storia dei Porro evidenzia come un innato dinamismo e un grande fiuto per gli affari siano stati la forza necessaria ad abbattere le vecchie eredità feudali e cetuali settecentesche, per affrontare i temi della trasformazione del mercato fondiario e dell’agricoltura “commercializzata”, della mobilità sociale, della modernizzazione degli apparati statali ottocenteschi. Le loro passioni e i loro conflitti offrono un esempio vivo e concreto della famiglia e della vita privata di matrice borghese, attraverso la descrizione di caratteri individuali chiari e precisi.
Una saga familiare, pertanto, che si presenta al lettore con l’interesse di
una piacevole narrazione e che grazie ad una ricca documentazione
rintracciata in articolate ricerche svolte in archivi pubblici, religiosi e privati,
traccia una storia in parte inedita della borghesia agraria, che e’ stata,
senza ombra di dubbio, un pilastro dell’economia e della cultura non solo del
mezzogiorno ma dell’intero Paese».

