La pista ciclabile resta dov'è, ma la praticabilità di un doppio senso di marcia del lungomare Cristoforo Colombo con la pista ciclabile resta tutta da dimostrare.
Secondo Carlo Laurora, uno dei proponenti della mozione che sarà discussa il prossimo 12 febbraio in consiglio comunale, e che tante polemiche ha destato circa l'intangibilità o meno del percorso riservato ai ciclisti, «la pista ciclabile ed il doppio senso di marcia possono tranquillamente convivere con le opportune modifiche».
È vero, peraltro, che vi sono due tratti del lungomare Cristoforo Colombo nei quali l'incrocio di auto sembra particolarmente problematico in presenza dal cordolo di delimitazione della corsia per le bici: quello fra via Venezia e via Matteotti; quello posto fra via Parenzo e piazza D'Agostino.
Soprattutto in quest’ultimo segmento di strada, prima della confluenza sul lungomare Chiarelli, la sola presenza di veicoli parcheggiati molto spesso ha determinato il blocco totale della circolazione quando gli autobus non riuscivano a transitare per l’impraticabile margine tra una pur sola auto parcheggiata ed il cordolo.
Nel frattempo, un altro consigliere comunale della Lista Emiliano, di cui fanno parte gli altri due proponenti la mozione (Diego Di Tondo e Pietro Lovecchio), vale a dire Francesca Zitoli, anticipa che la sua posizione in aula sarà divergente: «Ripristinare un doppio senso di marcia o, in alternativa, pensare all'inversione senza un piano completo ed integrato del traffico sarebbe una decisione monca e, a mio avviso improduttiva sia da un punto di vista ambientale, sia economico-turistico. Se si vuole rivitalizzare il lungomare, bisogna premere sull'acceleratore del piano delle coste, non su quello delle automobili».


