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Trani, caso Lima: versioni discordanti. Il consigliere: «Spinto a terra e preso a calci». Il legale del 70enne: «Ha iniziato il consigliere, il mio assistito è in Cardiologia»

È finita con reciproche denunce una giornata iniziata con un’iniziativa politica alquanto provocatoria, proseguita in rissa e conclusasi fra ospedale e sedi di polizia. Protagonista istituzionale della vicenda il consigliere comunale Raimondo Lima, di Fratelli d’Italia, che ieri mattina ha postato su Facebook una foto di se stesso con un cartello con su scritto “Mi manda tuo genero”, nei pressi di un supermercato fra quelli aderenti all’iniziativa dei cosiddetti “buoni di Natale”, promossa dal Piano di zona in favore di oltre 140 famiglie in stato d’indigenza che ne avevano fatto richiesta presso il Comune di Trani.

Lima aveva ipotizzato che, fra i beneficiari di quel progetto, forse anche in maniera esclusiva, ci fosse un parente del sindaco di Trani e, sempre sul social network, aveva corredato la foto con il seguente testo: «Dopo la stabilizzazione parentale in Amiu, ora i buoni pasto "parentali" per le famiglie indigenti. Chiederò quali siano i criteri con i quali si siano scelti gli esercizi commerciali attraverso i quali sono stati erogati dal Comune circa 7000 euro per il Natale».

Fra iniziativa politica e foto arrivava in piazza Nassirya, proprio nei pressi dell'esercizio in questione, l’incontro, forse anche casuale, con il padre del gestore del supermercato: l’uomo è il suocero del sindaco, Amedeo Bottaro.

A questo punto, però, le versioni non coincidono. Lima riferisce di essere stato «aggredito prima verbalmente, poi con calci, sia dal suocero del primo cittadino sia dei due figli»: uno è il gestore del supermercato, l’altro è colui che era finito, suo malgrado, al centro di polemiche per essere uno dei dieci operatori assunti dall’Amiu lo scorso 30 dicembre.

«Mi sono semplicemente limitato a svolgere il mio ruolo istituzionale – racconta Lima -, non ho alzato le mani verso alcuno e, quando mi sono ritrovato per terra, mi sono semplicemente difeso il volto perché sono un rappresentante delle istituzioni e non avevo in alcun modo voglia di reagire. Non ho avuto nanche modo di difendermi quando mi hanno spinto a terra e continuavano a prendermi a calci. Devo ringraziare, piuttosto, gli amici Stefano Di Modugno e Antonio Loconte, che erano con me, per essere intervenuti subito per sedare l'aggressione».

Lima s’è recato al pronto soccorso per farsi medicare, ma fino a ieri sera non vi era un referto: accusa, in particolare, una forte contusione ad un ginocchio. In serata ha poi sporto denuncia presso il Commissariato di pubblica sicurezza, ma potrebbe andare oltre: «Ora mi tocca denunciare per calunnia gli stessi aggressori. Per fortuna ci sono le testimonianze dei tanti presenti».

Il riferimento è alla diversa ricostruzione dei fatti fornita dall'avvocato Concetta Bucci, legale della famiglia coinvolta nel diverbio: «È stato il consigliere Lima a spintonare il mio assistito – dichiara -, che ha 70 anni, facendolo finire per terra. Solo a quel punto i figli sono intervenuti in difesa del padre».

L'uomo è finito al pronto soccorso ed anche per lui, ancora ieri sera, si attendeva il referto circa il suo stato di salute. Peraltro, sempre secondo quanto riferito dal legale, i medici hanno chiesto ed ottenuto anche un consulto cardiologico.

«La vicenda che ha visto coinvolti, a Trani, il consigliere Raimondo Lima e il mio assistito, Francesco Bruno (il suocero del sindaco, ndr), con il passare delle ore sta assumendo risvolti molto gravi - ha poi scritto in serata il legale in una nota -. Bruno è attualmente rioverato presso il reparto di Cardiologia dell'ospedale San Paolo di Bari, dove sono in corso accertamenti clinici. I medici non hanno ancora effettuato una diagnosi precisa e attendono i risultati degli esami del caso. A questo punto è evidente come il fatto in questione sia sconfinato in un terreno che non è, e non può essere, solo politico - sostiene la professionista -. Un fatto che anzi, di politico non ha assolutamente nulla dal momento che il mio assistito è soggetto estraneo al confronto politico in atto, unico ambito in cui il consigliere Lima avrebbe dovuro circoscrivere la propria azione. La vicenda ha, però, coinvolto un'intera famiglia che sta vivendo momenti di grande preoccupazione per la sorte del congiunto, di cui ancora si ignorano le reali condizioni. La priorità in questo momento è la salute di Francesco Bruno - conclude l'avvocato Bucci - e solo successivamente la questione sarà portata al vaglio della magistratura per le opportune valutazioni».

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