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Fitti attivi, adesso il Comune fa sgomberare anche i primi chioschi

Non soltanto Lampara e Consorzio moscato di Trani. Le azioni di recupero degli immobili oggetto di fitti attivi, da parte del Comune di Trani, si stanno estendendo anche ai chioschi. Al momento siamo in possesso di tre ordinanze di sgombero riguardanti altrettante strutture, delle quali due sul lungomare Cristoforo Colombo ed una alla periferia nord di Trani.

In particolare, per quanto riguarda il chiosco compreso, nel tratto di lungomare compreso fra via Palermo e via Rovigno, il dirigente dell'Ufficio tecnico, Giovanni Didonna, ha ordinato alla società che attualmente gestisce l'immobile il rilascio entro 15 giorni dalla notifica del provvedimento che è avvenuta addirittura lo scorso 20 ottobre.

Pertanto, si deve presumere che vi sia stata opposizione al Tar Puglia da parte dell'attività, che peraltro risulta essere debitrice nei confronti del Comune di Trani di una somma di 28.700 euro, per canoni concessori parzialmente corrisposti dal 1mo gennaio 2007 al 30 novembre 2014.

Il contratto risale al 24 settembre 2007 e prevedeva la durata di 5 anni fino al 31 dicembre 2011. Il canone mensile veniva determinato in 500 euro, il contratto non era più stato rinnovato anche in considerazione dei mancati pagamenti ricevuti, tanto è vero che il 29 aprile 2015 l'Ufficio patrimonio invitava il conduttore a procedere al versamento delle somme in tempi rapidi, per non incorrere nell'ordinanza di rilascio dell'immobile, che effettivamente è arrivata.

Sempre sul lungomare di Trani, un altro provvedimento simile riguarda il chiosco che si trova nella parte centrale dello stesso, dopo l’intersezione con via San Magno. Anche in questo caso siamo in presenza di un provvedimento del 20 ottobre 2015, ma l'attività non è stata ancora rilasciata. In questo caso la somma dovuta al Comune di Trani è di 22.500 euro per canoni concessori parzialmente corrisposti dal 7 maggio 1997 al 7 aprile 2015.

Una sollecitazione del 29 aprile dello scorso anno invitava il conduttore al pagamento degli arretrati che, peraltro, non è avvenuto. L’ultimo contratto era stato registrato il 1mo ottobre 2001, con durata di sei anni, a partire però dal 7 maggio 1997 ed un canone mensile di 365 euro.

Infine, il chiosco bar di piazza Vittime 11 settembre, nei pressi della rotatoria che congiunge via Superga con via Andria. In questo caso l'ordinanza ha carattere più perentorio perché, oltre ad un debito maturato, accerta un passaggio di ramo d'azienda, da un gestore ad un altro, presumibilmente non corretto.

Il dirigente rileva il debito nella misura di 3350 euro, l'attività subentrante ha dichiarato di avere subito pagato 1000 euro e ha chiesto la dilazione della parte restante in tre rate, a partire dal 15 ottobre 2015. Il contratto era stato registrato il 12 aprile 2012 ed avrebbe avuto durata di due anni, con un canone mensile di 140 euro.

A quanto s’è appreso, provvedimenti sovrapponibili sarebbero stati notificati anche ad altri conduttori di chioschi comunali. A rischio, dunque, la ristorazione sul lungomare la prossima estate, giacché i tempi di emanazione dei bandi di gara per le nuove locazioni sono tutt’altro che chiari.

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