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Consiglio comunale al via, anzi no: rinviato un punto al 18 febbraio, tutto il resto «sine die». Scontro Ferrante-Tomasicchio, mentre il sindaco di Trani è alla Bit

La seduta del consiglio comunale di ieri sera s’è aggiornata al prossimo 18 febbraio, alle ore 16, con seconda convocazione il 23, alla stessa ora, per un solo punto all'ordine del giorno, peraltro aggiuntivo, relativo alle agevolazioni sulla Tari da estendere ad ulteriore scadenza e, probabilmente, ad una più ampia platea di contribuenti.

Gli altri argomenti - a causa dell'assenza del dirigente all'Urbanistica per i provvedimenti di sua competenza, e di presidenti di Cda aziendali, per il punto sulle partecipate, e nella impossibilità di contare proprio sull’ingegner Michele Stasi, che sarà presente al Comune di Trani ancora per pochissimi accessi prima di concludere definitivamente la sua esperienza nella nostra città - si sono rinviati a data da destinarsi.

Salta, dunque il punto relativo al senso di marcia sul lungomare, così come quelli di carattere urbanistico ed anche l'aggiornamento della discussione sulle aziende partecipate del Comune.

La pregiudiziale è stata posta dal consigliere del Partito democratico, Nicola Ventura, ed approvata con 16 voti favorevoli ed 8 contrari.

Queste le motivazioni di Ventura: «Io ho presentato la mozione insieme a tutti i consiglieri di maggioranza perché oggi c’era un ordine del giorno relativo alla Tari che prevedeva una proroga. Su alcuni emendamenti era necessario avere il parere dei revisori dei conti, che oggi non c’erano, per questo abbiamo chiesto uno slittamento della convocazione a giovedì. Per quanto riguarda gli altri punti all’ordine del giorno, ci sono alcuni provvedimenti in materia urbanistica molto importanti che però prevedono il parere della dirigenza perché ci possa essere una compiuta discussione».

Tra questi, quello dell'ex candidato sindaco, Emanuele Tomasicchio che ha avuto uno scontro verbale particolarmente aspro con il presidente del consiglio, Fabrizio Ferrante, che lo invitava a motivare il suo parere contrario limitandosi agli argomenti della mozione. Tomasicchio, invece, stava richiamando quanto accaduto nel consiglio comunale del 28 dicembre e successivi sviluppi e, adesso, si propone di «denunciare agli organi competenti questa limitazione del diritto di parola».

Intervistato, ci ha detto: «Io per motivare il voto contrario a questa scandalosa e indecente proposta di rinvio ho l’abitudine di analizzare ed esporre le ragioni, perché sono abituato a ragionare e, da liberale, a rendere edotti gli altri del mio ragionamento. Il fatto che un presidente del consiglio comunale possa arrogarsi il diritto di sindacare sul contenuto del mio concetto, ammesso che culturalmente e intellettualmente sia all’altezza, è una cosa che mi ha fatto arrabbiare perché nessuno può permettersi di sindacare sul contenuto dell’intervento di un consigliere comunale che sta esponendo le argomentazioni a sostegno del voto favorevole o contrario. È una cosa che non si è mai vista in alcun consiglio comunale d’Italia. La libertà di espressione è garantita dalla Costituzione, se il signor Fabrizio Ferrante ritiene di avere una sua Costituzione personale è un fatto nuovo».

«Io – conclude Tomasicchio – mi riservo di intervenire presso il Prefetto e di consultare un penalista per verificare se in questo tipo di comportamento siano ravvisabili delle rilevanze penali perché impedire il diritto di espressione, per di più non ad un privato cittadino ma ad un rappresentante delle istituzioni, a mio avviso è una condotta estremamente grave».

Anche a Pasquale De Toma non è stato concesso di toccare più di tanto il tema dell'aggressione fisica e verbale a Raimondo Lima, avvenuta nei giorni scorsi, mentre invece Antonio Florio ha semplicemente scelto di uscire dall'aula per protesta, essendo stato costretto a stravolgere la sua giornata lavorativa per un consiglio comunale che, invece, non si è tenuto.

A muso duro anche Beppe Corrado: «Oggi si è toccato il fondo, nella totale assenza di coordinamento fra macchina comunale ed organo consiliare. In pratica dipendiamo sempre e solo dagli umori degli stessi dirigenti, soprattutto quello dell’Area finanziaria, che ormai da tre anni fa il bello e cattivo tempo».

Disappunto hanno espresso anche Antonella Papagni, del Movimento 5 Stelle, ed Aldo Procacci di Trani a capo.

Assente il sindaco, Amedeo Bottaro, impegnato alla Bit di Milano nei padiglioni di competenza degli enti pugliesi presenti che si riallacciano alla nostra città.


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