Appena sono riprese le piogge è aumentata, in proporzione, la presenza di metalli nei campioni di acqua prelevati dai pozzi a servizio della discarica di Trani, chiusa dal 4 settembre 2014.
Si tratta di un andamento, ormai, abbastanza prevedibile e che si denota dalle analisi rilasciate dall’Amiu, a seguito delle rilevazioni effettuate dalla società Allkema service, di Modugno, firmate dal professor Gaetano Nuovo.
Gli ultimi prelevamenti si sono effettuati lo scorso 11 gennaio e, per quanto riguarda il pozzo P6v, quello più vicino alla zona della discarica in cui si è verificato l'incidente e conseguente infiltrazione di percolato in falda, più di un metallo presenta valori superiori alla norma.
In particolare, è raddoppiata la quantità del ferro rispetto alla rilevazione del 24 novembre: siamo passati da 324 a 657 milligrammi per litro, tenendo conto del fatto che la soglia di legge è 200. In aumento anche l'arsenico, passato da 12,4 a 22,2 milligrammi per litro, mentre il limite è 10. Sono ritornati oltre la soglia i solfati (327 mg per litro contro 250), il nichel (44,9 contro 20) ed il manganese (84 contro 50).
I nuovi valori confermano e rafforzano la temporaneità delle misure di contenimento delle perdite di percolato in discarica e, di conseguenza, l’esigenza che si metta mano al più presto alla vera e propria messa in sicurezza del sito.

