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Perde il lavoro e non paga il fitto per un anno e mezzo: ristorato il proprietario con 6500 euro. Morosità incolpevole, i numeri di Trani

Il Comune di Trani aveva riaperto i termini fino a fine 2015 per le nuove, eventuali domande per la morosità incolpevole, vale a dire il ristoro di fitti in favore di proprietari di abitazioni che hanno dovuto trattare inquilini impossibilitati, per sopraggiunti e documentati impedimenti, a pagare mensilmente il canone di locazione.

Grazie al “secondo giro”, la somma complessivamente disponibile, pari a 41mila euro, è stata erogata.

L’ultimo contributo è stato assegnato in favore del proprietario di un immobile il cui inquilino, per sopravvenuti impedimenti legati alla perdita del posto di lavoro, aveva interrotto il pagamento dei canoni di locazione per un periodo compreso tra giugno 2014 e dicembre 2015: il proprietario dell'immobile, pur di porre fine ad un’attesa ormai snervante, approfittando del bando ha accettato un ristoro di 6.500 euro (360 euro mensili) senza avere più nulla a pretendere. La somma è stata liquidata nei giorni scorsi. Fra i casi precedentemente licenziati, altri due proprietari avevano accettato una somma di 1.200 euro per fitti non versati da febbraio a settembre 2015. Un altro proprietario aveva dato l’assenso a 1.500 euro per il trasferimento dall'inquilino ad un'altra sua abitazione.

Per la cronaca, si definisce morosità incolpevole la situazione di sopravvenuta impossibilità a provvedere al pagamento del canone locativo, a seguito della perdita o consistente riduzione della capacità reddituale del nucleo familiare. Le circostanze che possono determinare questa condizione sono le seguenti: licenziamento; cassa integrazione; riduzione dell’orario di lavoro; malattia grave; infortunio; decesso di un familiare. In generale, viene riconosciuto il diritto alla morosità incolpevole a famiglie vittime di una riduzione del reddito, oppure incapaci di affrontare le normali spese mediche ed assistenziali. A differenza del contributo regionale per il cosiddetto “fitto casa”, per questa fattispecie non è previsto un eventuale cofinanziamento del Comune.


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