Tanto critica appare la situazione dei palazzi in cui si amministra la giustizia, quanto insolitamente rassicurante si rivela quelle delle carceri a Trani. Secondo quanto si rileva nei numeri forniti dalla Corte d’Appello di Bari, all’interno del bilancio diffuso a margine dell’inaugurazione del nuovo anno giudiziario, appaiono molto confortanti proprio i dati relativi all’affollamento carcerario.
A Trani la situazione sembra sotto controllo nella misura in cui, nell'istituto maschile, a fronte di una capienza regolamentare di 265 unità (e tollerabile di 284) nel periodo preso in considerazione per l’ultima rilevazione (luglio 2014-giugno 2015) i detenuti sono proprio 265. Un rapporto di un recluso per ogni posto letto è da tempo che non si verificava dalle parti di via Andria: basti pensare che, lo scorso anno, i detenuti erano stati 328, mentre il precedente 334. Il rapporto tollerabile, per la cronaca, è 1.35.
Nel carcere femminile la situazione è persino migliore: a fronte di 46 presenze regolamentari (e 68 tollerabili), le detenute sono appena 26 e sono diminuite rispetto alle 29 dell'anno precedente e 31 di due anni fa. Inoltre, sempre a Trani, i detenuti stranieri sono 35 nel carcere maschile e 4 in quello femminile, mentre i detenuti definitivi sono 147 in via Andria e 25 in piazza Plebiscito.
«Il decremento della presenza carceraria si inquadra - spiega il presidente della Corte d'Appello, Gianfranco Castellaneta - nell'ottica della adeguamento agli standard minimi di vivibilità stabiliti dalla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo, con la nota sentenza Torreggiani».
A Trani, inoltre, si è attivata una sezione in cui vige un regime di custodia più attenuato, e precisamente il regime aperto con sorveglianza dinamica, formato di 70 posti.

