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«Quei quattro minuti che possono salvare una vita». A Trani, il primo soccorso illustrato dal gruppo Schoolbat

In Italia, circa 70mila persone l’anno accusano un arresto cardiaco improvviso, mentre almeno un bambino la settimana muore per avere ingerito un corpo estraneo. Questi dati, diffusi dal Ministero della Salute nel 2013, calerebbero se s’intervenisse con le opportune manovre di rianimazione entro quattro minuti dall'evento.

Partendo da queste considerazioni, il Guppo formatori Schoolbat ha informato un'ampia ed interessata platea di cittadini in merito sulle basi della disostruzione pediatrica e rianimazione cardiopolmonare con l'ausilio del defibrillatore. In altre parole, s’è parlato delle tecniche d’intervento, pratiche e psicologiche, in caso di incidente e soprattutto con riferimento ai piccoli.

«Infatti il soccorritore, nell'attesa dell'intervento di operatori sanitari qualificati, vale a dire il 118 – spiega il presidente di Schoolbat, Amedeo Curci -, può e deve compiere atti semplici e ben determinati che permettano di migliorare le condizioni generali dell'infortunato e, in casi estremi, salvargli la vita: valutare le funzioni vitali del paziente; sapere praticare la rianimazione cardiopolmonare; fermare un’emorragia; porre la vittima in una posizione di attesa adeguata; allontanare i curiosi;  comunicare con il soggetto».

L’aspetto psicologico è fondamentale quanto, se non più di quello tecnico. «Mettersi allo stesso livello dell'interlocutore – spiega la dottoressa Teresa Caldara, psicologa -, soprattutto se si tratti di un bambino, dialogando con lui, cercando di comprendere se vi sia un handicap, utilizzando un linguaggio semplice, facendo sentire il paziente a proprio agio. La sofferenza psicologica, in quei momenti, è grave quanto quella fisica e, pertanto, bisogna essere empatici e calorosi verso una persona che sta male».

La serata è trascorsa tra informazioni teoriche e pratiche, illustrate dal presidente Curci e due operatori della scuola di formazione. Tra le operazioni necessarie, quando ci si presenti di fronte ad un’urgenza e/o emergenza, alternare trenta compressioni toraciche e due ventilazioni bocca a bocca. Sul petto di un paziente adulto le compressioni vanno fatte con due mani, su quello di un bambino con una. Tuttavia, qualora non si abbia la certezza che il paziente sia un bimbo fino a 12 anni, si può tranquillamente agire con due mani. Tutto questo nell’attesa dell’arrivo del 118, cui si consegna il paziente.

L’incontro s’è animato con il dibattito, nel quale si sono toccati i temi del soccorso dei bambini a scuola, quanto siano qualificati docenti ed operatori degli istituti in queste circostanze, quali rischi legali correrebbe chi dovesse eseguire male questi interventi, quanta disponibilità vi sia di defibrillatori e quanti realmente sappiano utilizzarli.

La manifestazione s’è tenuta presso la sala conferenze della sede tranese della Provincia in via De Gemmis, con il patrocinio di Provincia, Regione, Comune, Asl Bt ed Acli. Per l’amministrazione comunale, era presente il consigliere Anna Maria Barresi.

L’incontro è stato totalmente gratuito, mentre i prossimi, prettamente mirati alla conoscenza ed applicazione pratica delle tecniche di soccorso, si terranno con un apposito calendario a partire dal prossimo 28 febbraio, presso l'Hotel Trani.

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