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VIDEO. «Trani scomparsa». Con piazza Campo dei Longobardi, le ricostruzioni virtuali di Rino Negrogno diventano rubrica

Mio figlio Luca ed io, abbiamo cominciato per gioco ed infatti di un gioco si tratta, Minecraft, un mondo fatto di blocchi con i quali il giocatore può costruire scatenando la sua fantasia. Luca mi ha chiesto di costruire insieme la Cattedrale e la storia è cominciata.

Dopo la Cattedrale, ripresa anche dal quotidiano La Repubblica, abbiamo pensato di far rivivere il teatro San Ferdinando demolito nel 1958 e così, ricostruendo una Trani scomparsa e con le ricerche effettuate in biblioteca, ci abbiamo preso gusto ed è nata la nostra nuova rubrica.

Ci auguriamo che il nostro lavoro possa farvi passare qualche minuto di nostalgico piacere. Del resto è solo un gioco.

Rino Negrogno

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La Piazza Campo dei Longobardi ha subito profonde trasformazioni nel corso dei secoli. Tra il XIV ed il XV secolo parte di quel suolo è occupato da ben due chiese: San Toma e Santa Maria Annunziata. Successivamente, tra il XVI ed il XVII secolo, la chiesa di San Toma viene demolita. La chiesa di Santa Maria Annunziata di proprietà dei discendenti del condottiero Alberico de Cuneo de Barbiano, conte di Trani nel 1383, viene demolita nel 1832 a causa degli ingenti danni subiti durante il saccheggio dei francesi nel 1799. L’attuale chiesa di San Toma viene eretta circa 5 anni dopo nella vicina piazza Tomaselli. All’interno della chiesa sono conservati due altari con le urne cinerarie dei de Cuneo e l'altorilievo ligneo della chiesa di Santa Maria Annunziata. Anche la campana è dell’Annunziata.

Demolita la chiesa, la piazza viene utilizzata per il mercato cittadino e, in tempi più recenti viene costruita una pensilina di cemento per favorire i commercianti.

Il 14 febbraio del 2011 iniziano i lavori per smantellare la pensilina che terminano a novembre ed il 7 dicembre viene inaugurata la nuova piazza recante al centro 5 tavole che riproducono gli Ordinamenta maris, tavole che verranno rimosse dopo circa 3 anni.

Nella ricostruzione virtuale vi mostreremo come ho vissuto quella piazza, da bambino, con quelle antiestetiche colonne di cemento che hanno comunque rappresentato per i tranesi un luogo rituale, la piazza del pesce dove anch’io mi recavo con mia nonna per comperare il pesce fresco da Tonino per cucinarlo a ciambotto e la frutta da Mimì che recava sempre una matita infilata sull’orecchio e utilizzava una cassa di legno come registratore di cassa. Vi mostreremo quello che potrebbe essere rimasto sepolto sotto la piazza, con una ricostruzione virtuale basata su alcune piante di quella zona risalenti al XIV secolo.

Sono d’accordo con chi dice che la puzza ti restava nel naso e sotto le scarpe insieme a qualche tentacolo di cefalopodo ma ricordo che non era vigilia di Natale se non si passava da questa piazza per il pesce di Tonino e le cicorie da mangiare con le frittelle. Tutto sommato, le colonne erano antiestetiche, più antiestetiche dei resti dell’Annunziata rimasti sepolti e più antiestetiche del silenzio asettico di ora.

Bibliografia:

-         Benedetto Ronchi: Invito a Trani

-         Giuseppe Amorese: Un fiore di pietra

-         Giuseppe Giusto: Trani, una strada, tante storie.

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Puntate precedenti

Teatro San Ferdinando

Cattedrale


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